Il panettone, una dolce icona del Natale italiano, può essere interpretato come metafora di virtuosi approcci alla vita. Questo dolce riesce a risultare, nel medesimo tempo, soffice e nutriente. Due caratteristiche che paiono essere agli antipodi, ma che in realtà combinatelo rendono sublime.

Metaforicamente l’uomo può rispecchiare su di sé queste due qualità, traslando il soffice in gentilezza e l’energetico nell’impeto dinamico con cui affrontare la vita. L’approccio prestante e attivo verso di lei permette di intelaiare e realizzare progetti, espressioni del talento, impegno e sogni di ogni individuo. La gentilezza permette il conseguimento di tutto ciò, escludendo la prevaricazione sugli altri. È possibile cogliere un’altra metafora che aleggia nel dolce lombardo, rappresentata dall’uva passa. Essa da sempre è simbolo di ricchezza e quindi di buon auspicio per le attività da svolgere nell’anno futuro.

Il panettone, squisito risultato di una lunghissima lievitazione, rappresenta come la calma e la pazienza siano tra le virtù essenziali per il conseguimento di un ottimo risultato. Si tramanda una leggenda sulla nascita del panettone. Essa si snoda durante un sontuoso banchetto natalizio imbandito per la signoria degli Sforza. L’omega di questo pranzo doveva essere rappresentata da un dolce dalla ricetta arcaica e gelosamente custodita. Purtroppo, questo attesissimo dolce andò bruciato. Al fine di porre rimedio al disastro, Toni, l’aiuto cuoco, manifestando timore propose di portare in tavola il risultato del suo esperimento culinario, composto dagli avanzi dell’impasto del dolce carbonizzato, ai quali per aumentare la massa aveva addizionato canditi, uvetta e zucchero.

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Non essendoci alternative lo chef propose questa improvvisata creazione che portò Ludovico il Moro a manifestare ilsuo elogio allo chef. Il cuoco confessò la casuale invenzione di quel favoloso dolce da parte del suo aiutante. In onore di questo commis fu denominato panettone ovvero “Pan del Toni”. L’umanità che questa leggenda conferisce alle origini del panettone lo rendono perfetto a contraddistinguere con dolcezza il Natale, in quanto celebrazione dell’incarnazione e quindi dell’umanità di Cristo.

In ogni caso a Natale non poniamo il panettone sulle nostre tavole per disquisire sulle possibili metafore e allegorie che questo dolce riesce a celare. La degustazione, quindi, del panettone richiede al termine dei lunghi pasti natalizi, la giusta attenzione per godere a pieno delle sue eccezionali peculiarità organolettiche. Importante per apprezzarlo al meglio è non abbinarlo mai con vini liquorosi o champagne. Il panettone si sposa perfettamente con il Moscato o il Prosecco.