Alea: etimologia, storia e significato del termine nella lingua italiana

alea-dado

Alea iacta est, il dado è tratto. Questa è la frase che Svetonio nella sua opera De Vita Caesarum (tradotta come Vita dei Dodici Cesari) attribuisce a Giulio Cesare nel momento di prendere una decisione che risulterà rischiosa ma anche decisiva per le sorti della Roma Repubblicana a metà del I sec. a.C.

Storia della parola Alea

Svetonio ci racconta di come Giulio Cesare dà il via alla guerra civile tra lui e Pompeo nel 49 a.C. dopo aver attraversato il Rubicone, fiume che oggi scorre nelle province di Forlì e Cesena. I territori a nord del fiume costituivano la Gallia Cisalpina, sotto la giurisdizione di Cesare, mentre quelli a sud venivano controllati da Pompeo.

Al momento dell’attraversamento del confine, Cesare si rende conto che l’azione che sta compiendo porta con sé l’inevitabilità di alcune conseguenze, una fra tutti lo scoppio della guerra. La decisione presa è dunque irrevocabile e ovviamente deve essere messa in pratica fino in fondo.

Significato della parola Alea nella frase latina

La traduzione letterale del termine latino è dado (in senso lato: gioco d’azzardo). Alea, scrive il Pianigiani nel suo “Dizionario”, “nel foro si usa nel senso metaforico di Rischio” e dunque non ha a che fare tanto con il gioco d’azzardo quanto con l’incertezza della sorte. Nell’episodio raccontato nell’opera di Svetonio la parola assume infatti un significato più generale.

La scelta che Cesare ha fatto nel mettere in pratica ciò che ha deciso, cioè combattere Pompeo varcando i confini della sua giurisdizione, non costituisce altro che la consapevolezza, da parte dello stesso Cesare, di assumersi il rischio e dunque le responsibilità delle sue azioni.

Significato oggi nella lingua italiana

In tempi moderni il termine è quasi del tutto caduto in disuso ma mantiene ancora il significato originario: oltre a indicare il gioco d’azzardo, indica proprio l’incognita che deriva dalla scelta compiuta; solo alla fine si capirà se la cosa sia stata ben fatta. La parola esprime infatti l’intenzionalità di affidarsi alla sorte.

L’esito di un’azione qualsiasi, che sia un progetto o una scelta di vita, spesse volte può risultare incerto e proprio in questo senso assume quella sfumatura di significato attribuita al gioco d’azzardo: l’intera faccenda risulta essere aleatoria dal momento che è come se una persona tirasse appunto dei dadi aggrappandosi al caso: solo gettandoli capirà se avrà vinto o perso.

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