Amnistia e Indulto ultime notizie: Pochi magistrati di sorveglianza per i detenuti

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Un dato allarmante che prende il via da una denuncia di Rita Bernardini (impegnata oggi nel suo quinto giorno di digiuno per Amnistia e Indulto): i magistrati di sorveglianza sono ridotti all’osso e devono frontaggiare una mole di 55.381 detenuti (dato al 30 gennaio 2017).

Come documenta il giornale “Il Dubbio”, dai dati emerge che i magistrati di sorveglianza, ridotti continuamente nel numero, sono cotretti a seguire una media che va dai 117 ai 400 detenuti. Ovviamente a pagarne le condeguenze sono i detenuti stessi, che risultano abbandonati a loro stessi, e le rispettive famiglie. I numeri ci dicono che sono in servizio 204 giudici, nei quali però risultano 21 posti vacanti. Questa è la situazione di oggi, nonostante il Ministro della Giustizia Orlando, nel settembre 2005 puntò ad allargare l’organico dei magistrati, ma a quanto pare la manovra non ha coperto in modo equo i posti vuoti. La prima conseguenza di una simile situazione è che vengono a mancare i diritti primari di un detenuto e anche l’aspetto rieducativo che dovrebbe essere primario negli obiettivi della pena.

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Al magistrato, infatti, spetterebbero l’approvazione del programma di trattamento rieducativo fatto individualmente su ogni detenuto, la concessione dei permessi, l’organizzazione del lavoro all’esterno e tutte quelle cose che aiuterebbero il detenuto a riabilitarsi e rieducarsi. Il magistrato dovrebbe anche recarsi nelle carceri ed ascoltare tutti quelli che vogliono parlargli di qualcosa, fatto questo che non accade mai. Una figura troppo importante, quello del magistrato di sorveglianza, che in Italia subisce i problemi di un sistema penitenziario danneggiato e che contribuisce, suo malgrado, alla situazione di degrado e abbandono in cui vivono troppi detenuti.

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