Autovelox: le novità della direttiva Minniti

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La nuova Direttiva Minnitti in fatto di sicurezza stradale introduce numerose novità che hanno lo scopo di aumentare il controllo e ridurre il numero di incidenti attraverso l’utilizzo di strumenti tecnologici. Tra le novità c’è l’utilizzo esclusivo da parte delle forze di polizia locale degli autovelox il cui uso non sarà più consentito a società private. Anche la convalida delle immagini prodotte dagli autovelox e le multe combinate di conseguenza deve avvenire attraverso la polizia stradale, mentre altre attività manuali possono essere appaltate a ditte private. La Direttiva Minniti non predispone regole precise su la distanza che deve intercorrere tra un autovelox e un altro sui diversi tipi di strada, ma ci ha pensato la Cassazione a dare indicazioni.

Quale distanza tra un autovelox e un altro?

Come detto, la Direttiva Minnitti ha specificato meglio alcune norme non particolarmente chiare sull’utilizzo dei tanto temuti autovelox spesso finiti nell’occhio del ciclone. Per esempio, viene stabilito che il tratto minimo su cui viene eseguito il controllo della velocità deve essere di almeno 500 m e che gli autovelox possono essere utilizzati su qualsiasi tipo di strada. Sulle autostrade e le strade extraurbane principali dovranno esserci almeno 250 m tra un autovelox e l’altro, per le strade extraurbane secondarie e urbane di scorrimento 150 m e per tutte le altre strade 80 m. Ovviamente queste distanze sono calcolate in maniera proporzionale alle velocità di percorrenza di ogni singola tipologia di strada. Inoltre, la distanza tra il cartello di segnalazione e l’autovelox deve essere di almeno 4 km.

Altre novità della Direttiva Minniti

La Direttiva Minniti regolerà anche i tutor, stabilendo che il tratto in cui viene analizzato l’andamento della velocità deve essere sufficiente lungo, tenuto conto anche della tipologia di strada, per avere rilevamenti non troppo simili a quelli della rilevazione istantanea della velocità effettuata dagli autovelox. Infine, viene stabilito che tutte le immagini raccolte dalla strumentazione elettronica durante il monitoraggio del traffico che non catturino infrazioni possono essere conservate solamente in forma anonima senza la possibilità di identificare il veicolo.

 

Nato ad Aversa (CE) il 22 agosto 1994 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Salerno. Giornalista pubblicista, collaboro con i siti di Content Lab dal 2015 occupandomi di sport, politica e altro.

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