Belpietro assolto: “Bastardi Islamici” non ha offeso la religione

Belpietro assolto

Belpietro assolto dall’accusa di vilipendio alla religione, dopo il titolo Bastardi islamici, uscito sul giornale Libero nel 2015, dopo la strage terroristica a Parigi di quell’anno. La decisione è stata presa dal tribunale di Milano, che ha affermato che il fatto non sussiste.

Il famoso giornalista, ora alla guida del giornale La Verità e conduttore televisivo, ha accolto con soddisfazione la sentenza.

Belpietro assolto: la ricostruzione del processo

Il pm di Milano Piero Basilone, che rappresentava l’accusa, aveva chiesto che il popolare giornalista pagasse 8.300 euro, perchè quel titolo Bastardi Islamici, offendeva un’intera comunità religiosa e non solo i terroristi.

Sempre secondo l’accusa questo titolo aveva una matrice di stampo razzista e aveva provocato grande tristezza e rabbia nell’intera comunita islamica.

Bisogna ricordare che il processo è nato dalla denuncia di circa 10 musulmani e dall’intervento delle associazioni islamiche di Milano e Monza.  La difesa, e anche Belpietro, avevano spiegato in aula, che quel titolo voleva solo offendere le persone che avevano commesso la strage, ma non aveva l’intento di generalizzare e coinvolgere nel discorso tutti i musulmani.

Inoltre Belpietro, durante il processo ha affermato, che quella parola islamici doveva essere considerato un aggettivo e che il titolo del giornale da lui diretto, era stato volutamente strumentalizzato.

L’europarlamentare di Forza Italia, Maullu, ha espresso la sua gioia per questa sentenza. In una nota diffusa dalle agenzie di stampa, ha dichiarato che questa decisione del tribunale di Milano, rappresenta un’ottima notizia, perchè va contro la mentalità politicamente corretta, che fa fatica ad accettare il collegamento tra l’Islam politico e gli atti terroristici degli ultimi anni.

Inoltre ha sottolineato che non bisogna abbassare la guardia nella lotta al terrorismo e che tutte le nazioni civili dovranno unirsi sempre di più e acquisire sempre più consapevolezza, per sconfiggere definitivamente questo terribile fenomeno. Le motivazioni della sentenza saranno depositate tra circa 15 giorni.

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