Bernardo Bertolucci Biografia: Migliori Film, Malattia e Polemiche

Bernardo Bertolucci si è spento all’età di 77 anni nella sua casa di Roma

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Si è spento all’età di 77 anni Bernardo Bertolucci, l’ultimo imperatore del cinema italiano. Bertolucci è morto a casa sua in via della Lungara (rione Trastevere) in seguito a una crisi respiratoria.

Bertolucci è stato il simbolo di un’Italia che fu, di un cinema ricco di semplicità, sperimentazione e qualità. Lascia una pesantissima eredità in termini di filmografia, collaborazioni eccellenti e insegnamenti.

La biografia di Bernardo Bertolucci

Figlio del poeta Attilio e di Ninetta Giovanardi nonché nipote del produttore cinematografico Giovanni Bertolucci, Bernardo è nato a Parma il 16 marzo del 1941. Appassionato di cinema sin da adolescente, realizza cortometraggi in 16 mm come Morte di un Maiale e La teleferica (1956/57), girati nella casa di Casarola sull’Appenino emiliano.

Nel 1962 Bertolucci realizza in collaborazione con il produttore Tonino Guerra “La commare secca”, su soggetto e sceneggiatura del suo amico Pier Paolo Pasolini.

La carriera di Bernardo Bertolucci

La consacrazione internazionale arriva nel 1970 con due capolavori assoluti: “Strategia del ragno” e “Il conformista“, quest’ultimo tratto dal racconto di Alberto Moravia. Un altro clamoroso successo si ha nel 1972 con “Ultimo tango a Parigi“, con Marlon Brando e Maria Schneider protagonisti indiscussi. Memorabile la liason drammatica ed erotica tra una giovane di 20 anni e un uomo 40enne che scatenerà una miriade di polemiche, scandali e la condanna per Bertolucci a 4 mesi per oscenità. Condanna che Bertolucci archiviò subito quando conquistà un Nastro d’Argento e una candidatura all’Oscar come miglior regista.

Nel 1976 Bertolucci fa il botto con “Novecento“, contrassegnato da un cas mostruoso composto da attori del calibro di Robert De Niro, Gérard Depardieu, Sandrelli, Sanda, Valli, Burt Lancaster e tanti altri ancora. Una metafora di mezzo secolo, con cui il regista trasfigura un melodramma familiare italiano favoloso  da essere diviso in due atti.

Altra pietra miliare della sua filmografia è “L’ultimo imperatore” del 1987, con Peter O’Toole diretto in Cina. L’ultimo imperatore si guadagna ben nove Oscar, fra cui quelle per la migliore sceneggiatura non originale e quella per il miglior regista, e fa anche incetta di BAFTA, César, David di Donatello, Golden Globe, European Award e Nastri d’Argento.

Altra pellicola interessante è “L’assedio” (1998), tratto da un racconto di James Lasdun, dove il confronto appassionato e primordiale fra uomo e donna si consuma in uno spazio stretto, che travalica la realtà circostante. Medesimo escamotage che si ritrova in “The Dreamers – I sognatori” (2003), all’interno del quale il ménage a trois di tre baldi giovani francesi sessattontini diventa un pretesto bello e buono per giurare amore eterno al cinema in tutte le sue sfumature.

 

 

Scritto da Veronica Mandalà

Palermitana d'origine, amo scrivere di tutto e osservare la realtà a 360 gradi.

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