Brasile, rivolta nel carcere di Manaus: 60 morti

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Un’evasione di un centinaio di detenuti nel carcere Anisio Jobim di Manaus, in Brasile, è finita con un bagno di sangue. Infatti, la rivolta scoppiata ieri nella prigione in Amazzonia, è stata sedata solo dopo 17 ore, ma è costata almeno la vita a 60 persone, tra carcerati e forze dell’ordine.

Un’episodio di violenza inaudita, scoppiata nella serata a Manaus, quando alcuni reclusi sono riusciti ad evadere ed altri a mettere a ferro e fuoco l’impianto circondariale. Le vittime sono molteplici, le prime sono state 6 agenti penitenziari, presi in ostaggio dai rivoltanti e decapitati, con le loro teste gettate dall’alto dell’edificio addosso alla polizia, come atto di sfida.

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All’ingresso della polizia nel carcere è nata una vera e propria carneficina, con oltre 60 vittime. Alcuni evasi scappati sono stati catturati e riportati in cella, altri sono stati uccisi, altri ancora sono in libertà. La situazione, dopo ore di spari e vera e propria guerriglia, è stata risolta dalle forze dell’ordine.

“Il peggior massacro del sistema carcerario di Amazonas”, così lo ha definito il locale segretario di Pubblica sicurezza, Sergio Fontes. Che poi ha aggiunto: “Tutti hanno sofferto ogni tipo di sevizia, scene che sono davvero inconcepibili e impossibili da raccontare. Lavoreremo per migliorare la sicurezza nelle carceri in Brasile”.

Scritto da Marco Costanza

Nato ad Avellino nel 1989, aspirante giornalista. Amo e seguo lo sport a 360° ma mi occupo anche di altri settori. Vanto uno stage a Sky Sport 24, un Master in Giornalismo e altre esperienze con testate giornalistiche importanti.