Che significa Mitridatizzare: storia, origine e significato

Mitridatizzare è un termine che viene dal nome de re Mitriade, famoso per essere diventato immune al veleno. Da qui il significato di assuefazione.

mitridatizzare

Fare le stesse cose tutti i giorni ci rende abitudinari. L’abitudine però in alcuni casi ci può salvare la vita. Lo sa bene Mitridate, che grazie all’assunzione quotidiana di piccole dosi di veleno è riuscito a rendersi immune da esso. Da qui appunto il termine mitridatizzare.

Storia di Mitridate

Mitridate VI (132-63 a.C) era il re del Ponto, regione nordorientale dell’Asia Minore che si affaccia sul Mar Nero e che si estende sul territorio dell’attuale Turchia. Ai sui tempi Mitridate era conosciuto come un grande uomo politico nonché abile stratega militare tanto che portò in guerra per ben tre volte la Repubblica Romana (guerre mitridatiche, 88-63 a. C.).

La sua fama era notevole e questo non poteva che far nascere dell’odio nei suoi confronti. Per paura di rimanere vittima di qualche congiura o agguato da parte di chi voleva la sua fine (uno tra tutti suo figlio Farnace, designato come successore di Mitridate), il Re del Ponto ordinò al suo medico di corte Crautea di somministrargli delle piccole dosi di tutti i veleni allora conosciuti così da renderlo immune.

Quando poi le sorti delle sue azioni politiche cominciarono a diventare vacillanti e temendo di essere consegnato ai Romani come prigioniero, Mitridate decise di togliersi la vita con il veleno che portava sempre con sé, ma al momento dell’ingerimento si accorse che il veleno non sortì alcun effetto. Era davvero diventato immune. Si fece dunque uccidere da un generale dei Galli, Bituito, suo alleato. Questo è ciò che è stato raccontato nell’opera Storia Romana dello storiografo Appiano d’Alessandria (95-165 d.C.).

Significato di mitridatizzare

Da questo fatto deriva proprio il termine mitridatizzare, che assume il significato di assuefare ad una sostanza tossica, cioè immunizzare. Il mitridatismo infatti, in medicina, indica proprio la resistenza ad alcuni veleni assunti prima in piccole dosi poi in dosi sempre più grandi così da rendersene immuni. In senso più generale con tali termini ci si può riferire anche anche all’assuefazione di alcuni farmaci, come gli antibiotici.

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rosarno82534

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