Chi è Franca Viola? La donna che fece abolire il matrimonio riparatore

Festeggiamo l’anniversario del coraggio di andare contro al matrimonio riparatore.

Franca Viola

Correva l’anno 1965 quando Franca Viola, allora diciassettenne, fu rapita dal fidanzato Filippo Melodia e da alcuni suoi complici, violentata e segregata per 8 giorni, simulando la cosidetta “fuitina” siciliana, per poi essere costretta alle nozze riparatrici.

ART. 544 DEL CODICE PENALE

L’articolo 544 del codice penale, fino al 1981, recitava così:

“Per i delitti preveduti dal capo primo e dall’articolo 530, il matrimonio, che l’autore del reato contragga con la persona offesa, estingue il reato, anche riguardo a coloro che sono concorsi nel reato medesimo; e, se vi è stata condanna, ne cessano l’esecuzione e gli effetti penali”

In poche parole la legge ammetteva che il reato di violenza sessuale, anche su minore, poteva essere estinto se ci fosse stato un matrimonio riparatore tra le parti, ossia aggressore e persona offesa, perché ai tempi la violenza carnale era considerata un oltraggio alla morale e non alla persona.

Il caso di Franca Viola, contraddistinto dal rifiuto del matrimonio riparatore dopo lo stupro, fu l’inizio di una rivalutazione dell’articolo del codice penale da parte degli organi competenti.

LA STORIA

Franca Viola, siciliana di Alcamo, all’età di 15 anni si fidanzò con Filippo Melodia, nipote del mafioso Vincenzo Rimi. Melodia però fu arrestato per furto e appartenenza a un clan mafioso e ciò indusse il padre di Franca ad allontanare la ragazza dal giovane, rompendo così il fidanzamento.

La famiglia Melodia non prese bene la decisione, tanto che il padre della ragazza subì diverse minacce e intimidazioni.

Nonostante i violenti soprusi, il papà di Franca Viola rimase fermo sulla sua idea di non far tornare la figlia con il condannato Filippo.

La decisione costò cara alla ragazza: il 26 dicembre 1965 venne rapita da Melodia e dai suoi complici, violentata e segregata per giorni prima in un casolare e poi presso la casa della sorella del rapitore, proprio per dimostrare che non si trattava di rapimento ma della classica “fuitina” dell’epoca.

Le famiglie dei due ragazzi si trovarono per discutere sul da farsi e i genitori di Franca Viola finsero di accettare il matrimonio riparatore tra i due. Una volta raggiunta al casa dove era segregata la ragazza, intervenne la polizia per liberare Franca e arrestare Melodia e i suoi complici.

Meritevole il gesto del papà di Franca Viola, incurante del fatto che secondo la morale di quel periodo storico (e forse non solo), una ragazza che si rifiutava di sottoporsi alle nozze riparatrici, si sarebbe per sempre portata la nomea della donna svergognata e sarebbe rimasta per sempre zitella.

Fu la prima donna in Italia, e più precisamente in Sicilia, a opporsi alla “paciata”, ossia la pacificazione fra famiglie, e al matrimonio riparatore.

viola 1

IL PROCESSO E LE ACCUSE

A Trapani ci fu un lungo processo e Melodia, con i suoi complici, vennero giustamente condannati. Franca Viola era presente, seguì tutto il processo e fu costretta a ripercorrere quei drammatici giorni di segregazione. Ciò nonostante lei fu lucida e pronta ad affrontare quelle memorie.

Dopo i 10 anni di carcere più i 2 di soggiorno obbligato (ossia limitazioni di libertà personale) Filippo Melodia fu libero ma nel 1978 fu ucciso da ignoti.

Nei suoi 70 anni ha visto abolire la norma del codice penale sul matrimonio riparatore: il 5 agosto del 1981, l’articolo 544 del codice penale è stato abrogato e promulgato con la legge 442, a sedici anni di distanza dal rapimento di Viola.

Nel 1996 lo stupro è stato legalmente riconosciuto in Italia non più come un reato “contro la morale”, bensì come un reato “contro la persona”.

Il giorno della festa della donna del 2014, Franca Viola è stata insignita al Quirinale dell’ Onoreficenza di Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana dal Presidente della Repubblica Napolitano con la seguente motivazione: “Per il coraggioso gesto di rifiuto del matrimonio riparatore che ha segnato una tappa fondamentale nella storia dell’emancipazione delle donne nel nostro Paese”

Non possiamo che ringraziare Franca Viola per il suo coraggio nel dire “No” alle nozze riparatrici.

 

Scritto da Silvia Pavan

Moglie e mamma. Mi piace scrivere di qualsiasi cosa, non ho un genere preciso. Anzi no, non mi piace scrivere di politica e televisione.
Corro regolarmente tre volte a settimana perché mi piace mangiare e bere bene.

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