Come si dice plexiglas o plexiglass?

Tutto nasce da uno scontro social avvenuto tra il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina e Matteo Salvini

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Si scrive plexiglas o plexiglass? La domanda nasce dalla querelle scoppiata su Twitter tra Matteo Salvini e Lucia Azzolina

Il tutto è riconducibile a un video pubblicato da una maestra nonché mamma in occasione della discussione sul tanto chiacchierato decreto Scuola, in particolare sulle modalità con le quali avverrà la riapertura a settembre dopo la pandemia del covid. Infatti non si escludeva l’ipotesi di dotare le aule scolastiche col plexiglas (o plexiglass) per “proteggere” i bambini da possibili contagi. Ipotesi che ha creato scompiglio tra milioni di genitori, angosciati dall’idea che le scuole assomiglino a prigioni che indeboliscono le relazioni sociali e comunicative.

Lo scontro Salvini-Azzolina

La querelle scoppia da tweet in cui Salvini attacca il decreto Scuola e scrive “plexiglas” con una sola “s”. “Le follie del governo sul decreto Scuola – si legge -: lo sfogo di una mamma, e come lei tante famiglie in tutta Italia che chiedono sorrisi e speranza per i loro figli, non il plexiglas. Non è questo il futuro da dare agli studenti. #AzzolinaBocciata”, è l’affondo del leader leghista.

Il presunto errore, però, non è passato inosservato alla ministra Azzolina che, sempre su Twitter, ha così ribattuto: “Non hai letto il decreto (non è una novità), fai propaganda sulla sicurezza (non ci sarà nessuna gabbia di plexiglass). E non sai neanche come si scrive “plexiglass”. Essere bocciata da te è una promozione. Basta fake news, con la salute dei bambini non si scherza”.

Ed è qui, direbbero gli antichi, che casca l’asino: infatti l’ex ministro dell’Interno ha ragione sul piano linguistico. Anche se in ambito commerciale si usa il termine “plexiglass“, con due “s”, la Treccani spiega il reale significato: @plexiglas (con una sola s) è il “nome commerciale (più propriam. marchio registrato) di una resina termoindurente (metacrilato di metile), infrangibile, trasparente, più leggera del vetro, in luogo del quale viene adoperata per molti usi: se ne fanno oggetti di fantasia, bacchette, lastre, tubi, ecc., e parti di aeromobili”.

Di conseguenza, la replica di Salvini: “Con tutti i problemi che ha la scuola e i disastri che sta combinando il governo, vuole fare la maestrina e mi attacca pubblicamente per come ho scritto ‘plexiglas’… Ma a sbagliarsi è lei, perché si scrive proprio così. Se questo è un ministro dell’Istruzione…”.

Plexiglas o plexiglass: la storia

Il “plexiglas“, si legge su Wikipedia, è una materia plastica formata da polimeri di metacrilato di metile, un composto chimico di sintesi realizzato dal chimico tedesco Walter Bauer nel 1933. Fra gli svariati nomi ad esso attribuiti, figura per l’appunto anche “Plexiglas“, conosciuto come vetro acrilico in quanto imita la trasparenza del vetro.

La stessa azienda produttrice di plexiglas precisa sul suo sito che nel tempo i consumatori hanno iniziato a chiamare il vetro acrilico di altri produttori “plexiglass”, il che significa che il marchio PLEXIGLAS® ha subito un destino simile a Kleenex® , Thermos® e Band-Aid®.

In tedesco “glas” vuol dire “vetro”, ragion per cui il “plexiglas” è stato commercializzato con questo nome e si scrive con una sola “s”. L’errore nasce a causa della traslazione posticcia dall’inglese che, essendo essa stessa una lingua di origine germanica, presenta la stessa etimologia tedesca per il termine vetro, ma lo scrive con due s.

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Palermitana d'origine, amo scrivere di tutto e osservare la realtà a 360 gradi.