Cesare Cremonini: recensione di Possibili Scenari per pianoforte e voce

Il cantautore degli stadi sold out e delle 300.000 presenze nei palazzetti, ama l’intimità e l’eleganza del pianoforte.

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Cesare Cremonini rappresenta uno dei baluardi musicali della mia generazione. Non ricordo un periodo in cui la sua musica non mi abbia accompagnata dalla adolescenza ad oggi. Si può dire che siamo diventati grandi insieme e che lui sia cresciuto artisticamente come il suo straordinario e innato talento meritava di crescere e di farlo crescere.

Lo ricordo come leader dei Luna Pop emaciato ma straordinariamente sexy, con quel ciuffo punk rosa sbiadito. Giovanissimo esordiva con pezzi di grande originalità musicale e di innegabile impatto emotivo ed intensità espressiva: Qualcosa di grande,Un giorno migliore, Se ci sarai sono solo alcuni dei titoli da custodire nell’armadio dei ricordi e da tirar fuori e cantare spesso per coccolarsi. Non dimentichiamo poi che quest’anno ricorre il ventennale della nascita di 50 Special.

Tra gli ultimi suoi successi l’album “Possibili scenari” pubblicato dalla Universal (che è stato registrato presso i Mille Galassie Studio di Bologna con la sola eccezione degli archi e dei fiati). Da ricordare anche il tour estivo del 2018 che ha visto i sold out del San Siro di Milano, l’Olimpico di Roma, il Dall’Ara di Bologna, e le 300.000 presenze nei palazzetti del tour invernale.

Ora non ci rimane che ascoltare l’ultima perla musicale di Cremonini: “Possibili Scenari per pianoforte e voce” pubblicato sempre dalla Universal, il 7 dicembre 2018 e passato forse, inspiegabilmente ed ingiustamente, un pò in sordina.

La grafica della copertina propone al posto della barra multicolore, la barra nera che è il tasto dei semi-toni nella tastiera del pianoforte. Questi nuovi suoni essenziali, epurati dalla sovrastruttura dell’arrangiamento originale e dai vari effetti, ci prendono per mano e ci conducono ad un ascolto della musica più attento, paziente, consapevole e meno frenetico.

Si svelano, uno ad uno, i segreti nascosti nelle canzoni e possiamo godere così della purezza di queste melodie. Brani come “Poetica”, “Nessuno vuole essere Robin”, “Kashmir-Kashmir” e la stessa title track dell’album, ad esempio, in queste versioni “notturne”, rielaborate liberamente, registrate ad occhi chiusi ci slegano dalla velocità con cui la musica viene “consumata” oggi.

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Il suono del pianoforte, come dichiarato dal musicista sulle sue pagine social, è ipnotico, magnetico, intimo. Il pianoforte è il suo strumento e in queste canzoni rivisitate con il solo piano si scopre il segreto di questo magico legame, il senso di appartenenza l’uno all’altro, l’espressività della esecuzione e le emozioni che escono da quei suoni. Ed è vero che questa nuova veste musicale ci rende anche più attenti all’ascolto dei testi.

Le mie canzoni preferite dell’album, già nella prima versione erano proprio “Possibili Scenari”, “Poetica” , “Kashmir-Kashmir”, “Il cielo era sereno”, “La Isla”, ma in questo disco in acustico per sola voce e piano, le stesse canzoni sono davvero sognanti, aeree, superlative. Vi invito quindi all’ascolto ed all’acquisto della poesia in musica che questo album rappresenta e vi lascio a “Possibili scenari” pezzo che dà il titolo all’album, solo voce e piano affinchè possiate farvene un’idea.

 

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