Ddl Povertà approvato al Senato, arriva il Reddito di Inclusione

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È stato approvato questa mattina dal Senato il ddl Povertà, che adesso deve attendere solo i decreti attuativi del Governo per diventare pienamente operativo.

Il Piano prevede un fondo di 1,6 miliardi di euro, che aumenterà a 1,8 miliardi nel 2018 con l’obiettivo di risollevare le situazioni di maggiori difficoltà fornendo un sostegno economico al 24,5% dei nuclei familiari al di sotto della soglia di povertà, individuati secondo la gravità della situazione (presenza di disabili, donne in gravidanza, minori a carico).

COSA PREVEDE IL DDL POVERTA’?

L’aspetto più importante è l’introduzione del Reddito di inclusione (Rei) che potrà garantire un massimo di 400 euro per 400mila famiglie che hanno i requisiti per accedere alla forma di sostentamento. Per il funzionamento esatto del Rei bisognerà attendere il decreto attuativo, anche se resta accreditata l’ipotesi di dare un’apposita carta prepagata. La misura introdotta assorbirà automaticamente tutti gli altri interventi attuati come la social card anziani e l’Asdi, l’Assegno di disoccupazione finora rivolto a chi vive in uno stato di disagio economico e non riesce a trovare un lavoro anche alla scadenza della Naspi, l’indennità di disoccupazione ordinaria.

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CHI NON È COPERTO DAL DDL POVERTÀ

Il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, ha definito la misura “un passo avanti per venire incontro alle famiglie in difficoltà. Impegno sociale priorità del Governo”. Ma l‘approvazione del ddl Povertà non è stata accolta a braccia aperte da tutti. Anzi. “Considerato che l’Italia nel 2015 ha raggiunto il record storico di 4 milioni e 598mila individui in povertà assoluta, il 7,6% della popolazione residente, pari ad 1 milione e 582 mila famiglie, non è difficile immaginare che quanto stanziato escluderà dagli aiuti circa il 78% dei poveri certificati dall’Istat”, ha spiegato L’Unione nazionale dei consumatori.

Decisamente più critico il Movimento 5 Stelle. “Avete impedito per tre anni di portare in aula il reddito di cittadinanza per un bonus come questo, perché solo di bonus si può parlare, e non avete consentito al Parlamento di legiferare”, ha dichiarato la senatrice del M5S, Nunzia Catalfo.