Deadmau5 si ritira: abbandona la scena

L’eccentricità del topomorto canadese lascia spazio ad un comunicato su Twitter in cui comunica il ritiro

deadmau5

A distanza di due settimane dall’annuncio del ritiro da parte del Dj e producer Hardwell, il cui gesto è stato vittima di ironia e critica proprio da parte di Joel Zimmerman (Deadmau5), anche il nostro artista canadese comunica di voler tirare i remi in barca e uscire di scena.

deadmau5-twitter

Tra riferimenti a condizioni di salute mentale precaria ed una label che non ha portato i risultati prefissati (mau5trap) le parole del producer canadese sembrano sincere e dubito possano lasciar spazio a stravolgimenti e sorprese di cui l’artista ci ha spesso abituati.

Spero tuttavia di sbagliarmi.

Abbandono di Deadmau5: alcune riflessioni

Sulla carriera di Joel c’è poco da discutere, produzioni del calibro di Strobe e Ghosts ‘n’ Stuff sono solo alcuni capolavori frutto di una mente geniale che è riuscita ad attribuire a crudi suoni di synth un’anima che li ha resi capostipiti della scena elettronica mondiale.

A distanza di qualche anno da quelle produzioni Deadmau5 non ha comunque smesso di stupire: basti pensare al cube 2.1, una Dj stand machine che lo ha accompagnato in tour ideologicamente paragonabile alla piramide che ospitò i Daft Punk al Coachella nel 2006.

Segue a distanza di un anno l’opera Where’s The Dropuna raccolta dei brani più significativi dell’artista riproposti in chiave orchestrale grazie all’aiuto del compositore Gregory Reveret ed alla performance live della CMG Music Recording Orchestra al The Wiltern di Los Angeles il 1° aprile 2018, fino alla realizzazione di una Masterclass dove spiega tricks and tips della sua professione.

dm


Si chiude per il momento il sipario del produttore canadese con l’uscita dell’ EP mau5ville level 1 al cui interno troviamo un suo singolo: Monophobia, brano in cui è presente la voce dell’australiano Rob Swire.

Vorrei partire proprio dall’analisi di quest ultimo singolo: per Monophobia (o autophobia) si intende prevalentemente la paura di rimanere soli o la paura di se stessi. A questa forma di disturbo vengono solitamente associate altre patologie quali depressione ed ansia e i principali sintomi riconducono generalmente a stati paranoici come: paura di perdere il controllo di se stessi, difficoltà nell’essere lucidi o di concentrarsi su altro oltre alla malattia.

Analizzando anche il video ufficiale del brano si viene catapultati all’interno della villa di Joel dove è in corso una sorta di festa di natura distopica, con strani esseri di varie forme e dimensioni che pare essi siano proprio creati dall’artista all’interno del suo studio. Col proseguirsi della canzone si volge al termine del video in cui una ripresa di circa 10 secondi mostra il produttore svenuto sulla sua scrivania; la paura di svenire è un altro tipico sintomo della fobia espressa nel titolo.

Il testo narrato dalla voce di Rob Swire sembra invece rappresentare un conflitto con uno strato introspettivo che per del tempo ha preferito nascondere e negare delle difficoltà che pare ora invece emergano.

Inside my head, there’s a little place left for you
What do you know?
What do you know?
And all I want is to find out what you’re going through
What do I know?
Maybe this silence is dangerous
Inside my head, there’s a little place left for you
What do you know?
What do you know?
And feel what’s inside you
I wanna come over
And see what you’ve found
See if you’re hurting
After tearing me down
It’s the rain of denial
It’s the way that you’re faking
All the tears in your eyes
Feel like I’m in slow motion
Tonight

Può tuttavia ciò rimanere solo un’interpretazione giustificata, ma alla luce di ciò che Deadmau5 ha ammesso nel suo post su Twitter e ciò che ci viene comunicato dal suo ultimo brano, la volontà di accantonare per un attimo il lavoro ed uno stile di vita molte volte logorante per dedicarsi a se stesso e a famiglia ed amici è più che comprensibile.

In qualsiasi caso, un grosso augurio a Joel per tutto ciò che gli aspetta e speriamo di rivederlo presto in scena.

 

Scritto da Gabriele Muraro

Classe 1998, nato ad Asti, 50% italiano e 50% polacco.
Sono un appassionato di musica elettronica, della club culture e dei festival.
Amo esprimermi e condividere le mie idee, così come amo l'ambiente e ciò che la natura ci offre.
Ho molte altre passioni, ma le tengo per me, almeno per ora!

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