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Decreto Coronavirus 24 marzo: multe fino a 4mila euro e sanzioni più severe

Il nuovo DPCM è stato approvato in Consiglio e prevede nuove sanzioni, tra le quali una multa fino a 4 mila euro per chi viola le norme. Più “autonomia” ai Governatori delle Regioni

Nuovo decreto sulle sanzioni e sulle misure di contenimento anti coronavirus COVID 19. Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha annunciato tramite la consueta conferenza stampa in diretta tv e video streaming sui canali social di Palazzo Chigi e Facebook l’adozione di un nuovo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri.  La conferenza stampa si è tenuta a margine del Consiglio dei Ministri durato oltre due ore.

Il nuovo decreto prevede multe fino a un massimo di 4 mila euro e sanzioni più dure per chi viola le limitazioni agli spostamenti e le altre disposizioni al fine di arginare la diffusione del COVID-19. Peraltro non è prevista la confisca di veicoli, moto e auto.

Inoltre, ha annunciato, i Governatori delle varie Regioni “possono adottare misure più restrittive. Ma rimane al Governo la funzione di coordinamento”. Il premier si è detto poi “orgoglioso della reazione di tutti i cittadini, la maggioranza dei quali rispetta le regole”.

Ha poi aggiunto:

Tutti devono fare la loro parte. Abbiamo deliberato l’adozione di un decreto legge che riordina la disciplina anche dei provvedimenti che stiamo adottando in questa fase emergenziale. Il nostro assetto non prevedeva un’emergenza di questo tipo.

Con questo decreto legge abbiamo regolamentato più puntualmente e in modo più trasparente i rapporti tra l’attività del governo e del Parlamento. Prevediamo che ogni iniziativa venga trasmessa ai presidenti delle Camere e che io vada a riferire ogni 15 giorni”.

Decreto Coronavirus 24 marzo: le nuove misure

Nel nuovo Dpcm sono contenute le seguenti misure:

  • multe fino a 4 mila euro per chi non rispetta i divieti di circolazione e le regole di contenimento;
  • stop fino a 30 giorni per le attività commerciali;
  • possibilità per i governatori di regione di emettere ordinanze più restrittive nei territori a maggiore circolazione del virus, da convalidare entro sette giorni con decreto del presidente del consiglio dei ministri. Rimane l’unica autorità in grado di disporre in via urgente e temporanea misure che comprimono le libertà costituzionali.

Restrizioni prorogabili fino al 31 luglio

Si precisa che alla scadenza dei divieti di circolazione e chiusura di scuole e attività – bar, ristoranti, parchi che hanno subito uno stop – sarà possibile adottare nuove restrizioni su specifiche parti del territorio nazionale. Per di più, devono avere una durata non superiore a 30 giorni, reiterabili e modificabili anche più volte fino al 31 luglio. È prevista la possibilità di modulare l’applicazione in base all’andamento epidemiologico del virus; in altre parole, si stabilisce se aumentare o diminuire le restrizioni.

Decreto Coronavirus 24 marzo: più autonomia ai presidenti regionali

La novità vera e propria riguarda i presidenti di regione che possono adottare in via autonoma o via di urgenza per igiene sanitaria misure più restrittive che sono valide ed efficaci per 7 giorni, entro i quali devono essere confermate con Dpcm. Lo stesso discorso vale per le ordinanze dei sindaci rispetto al presidente della regione o al presidente del consiglio dei ministri che deve confermarle entro 7 giorni con decreto.

Si tratta di un passo davvero importante, frutto delle richieste che i vari governatori avevano inoltrato al Governo a fronte dei casi di violazione e di spostamenti non consentiti.

La diretta della conferenza stampa

In diretta da Palazzo Chigi

Gepostet von Giuseppe Conte am Dienstag, 24. März 2020

Palermitana d'origine, amo scrivere di tutto e osservare la realtà a 360 gradi.