Gordon Ramsey chiude i suoi ristoranti e licenzia 500 dipendenti

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Ha fatto molto discutere la scelta del famoso chef Gordon Ramsey di licenziare ben 500 dipendenti dei suoi ristoranti, senza informarli sui progetti per il futuro e sui destini dei loro contratti. Ramsey, come molti imprenditori, ha deciso di chiudere i propri esercizi commerciali pur di non andare in perdita, visto il quasi totale calo della clientela a causa del Covid-19.

Tuttavia, mentre alcuni hanno tentato di salvaguardare il lavoro dei propri dipendenti, altri hanno deciso per il licenziamento. La scelta è stata, ovviamente, molto criticata dai professionisti del settore e dai commentatori social. La critica gastronomica del Guardian avrebbe attaccato il celebre chef senza mezzi termini:

Ancora una volta, i multi milionari non mettono mano al loro portafoglio mentre i più piccoli fanno quel che possono per il loro staff

Ramsey ha risposto con toni altrettanto forti e offensivi:

Chiaramente non hai mai gestito un’impresa, e nonostante i tempi difficili per tutti tu ti nascondi dietro i tuoi patetici tweet, datti una calmata

E ancora:

Ti guadagni da vivere criticando il cibo! Ristoranti chiusi per la tua penna velenosa, solo perché non ti hanno leccato il culo, hai mai pensato di restituire qualcosa in questi tempi difficili? Io non ho fatto altro che mettere mano al portafoglio per anni!

I danni del Coronavirus sono ancora tutti da quantificare

Questa vicenda è solo lo specchio dell’economia mondiale totalmente in stallo a causa delle numerose chiusure per motivi sanitari. Ad essere più a rischio, ovviamente, gestori di esercizi commerciali e relativi dipendenti. Il settore della ristorazione e del turismo in generale è sotto shock e la ripresa non sarà certamente veloce.

Napoletano di nascita, attualmente vivo a Roma. Giornalista pubblicista, mi definisco idealista e sognatore studente di Storia presso l'Università di Roma Tor Vergata. Osservatore silenzioso e spesso pedante della società attuale. Scrivo di ciò che mi interessa: principalmente politica, cinema e temi sociali.