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Impeachment contro Trump: significato, come funziona e cosa si rischia

Sei ore di dibattito prima di decidere se procedere con la messa in stato di accusa del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Il Tycoon è al centro di una bufera scoppiata in seguito all’Ucrainagate, in cui avrebbe fatto pressioni al collega ucraino Volodymyr Zelensky per condurre delle indagini su Hunter Biden, figlio di Joe e ipotetico sfidante democratico alle elezioni del 2020.

La Camera si riunirà intorno alle ore 9 del mattino locale (alle 15 in Italia). Si procederà inizialmente con un dibattito di circa un’ora sulle regole delineate per la votazione, dopodiché i deputati esprimeranno il voto.

Alle 10 del (ore 16 in Italia) dovrebbe iniziare il dibattito, dalla durata di 6 ore, dove si discuterà sull’impeachment e al termine del quale saranno votati i due articoli. Dopo che i deputati si saranno espressi, la Camera proseguirà col voto sui manager del processo di impeachment al Senato.

Impeachment contro Trump: cosa è

Il termine “impeachment” significa “accusa” e allude al procedimento di messa in stato di accusa del Presidente da parte delle Camere del Parlamento per reato gravissimi. Negli States, infatti, si procede in due modi: in primo luogo, la denuncia parte dalla cosiddetta Camera bassa, ovvero quella dei Rappresentanti; successivamente, il processo al Presidente avviene dinanzi al Senato federale e si svolge con lo stesso modus operandi di un procedimento condotto dal giudice davanti alla giuria. De facto, se la condanna viene confermata, il Presidente viene rimosso con effetto immediato dall’incarico.

E in Italia? Un procedimento similare a quello americano caratterizza la legislatura italiana: infatti l’articolo 90 della Costituzione disciplina la messa in stato di accusa del Presidente della Repubblica per due reagi gravissimi, ossia alto tradimento e attentato alla carta costituzionale.  L’accusa avviene davanti al Parlamento riunito in seduta comune ed è richiesto il voto favorevole della maggioranza assoluta dei membri.

Nel nostro Paese si registrano tre tentativi di impeachment mai completati: quello di Giovanni Leone nel 1978, di Francesco Cossiga nel 1991 e di Giorgio Napolitano nel 2014.

Impeachment contro Trump: come funziona

Il procedimento d’impeachment scatta quando il Presidente degli Stati Uniti si macchia di “reati gravi” ma la cui natura non viene specificata. Su iniziativa della Camera dei Rappresentanti si esaminano i capi d’accusa e si vota individualmente su ognuno di essi. Basta ottenere la maggioranza semplice dei presenti nelle votazioni di ciascun capo d’accusa per concretizzare l’impeachment.

Se il voto ha esito positivo, la “palla” passa al Senato Federale, altrimenti noto come Camera Alta. In questo caso, alcuni “manager“, ovverosia membri specializzati della Camera dei rappresentanti, devono leggere e argomentare i capi d’accusa ai senatori.

In seguito si procede alla stregua di un processo: infatti le parti in questione possono avvalersi di documenti e di testimoni e possono condurre esami incrociati. Dopo aver ascoltato le accuse e vagliato le prove, il Senato esprime il verdetto. Se si ottiene la maggioranza di due terzi, di conseguenza il Presidente viene accusato e quindi condannato.

E di conseguenza, avverrà l’immediata rimozione dello stesso dall’incarico di Presidente degli Stati Uniti e gli potrebbe essere vietato di ricoprire incarichi pubblici in futuro. Per di più, chi subisce la condanna post impeachment non può mai chiedere la grazia.

Impeachment contro Trump: le Nazioni che lo prevedono

Stati Uniti, India, Brasile, Filippine, Corea del Sud e Russia sono gli stati che prevedono la messa in stato d’accusa del Presidente.

 

 

 

Palermitana d'origine, amo scrivere di tutto e osservare la realtà a 360 gradi.

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