Jacinda Arden, la Premier della Nuova Zelanda torna oggi in parlamento dopo la nascita della figlia

Jacinda Ardern diventa così il primo premier in carica ad aver usufruito del congedo per maternità e la seconda al mondo ad aver partorito durante un mandato come primo ministro

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Il capo di governo neozelandese, Jacinda Ardern, è tornata questa mattina per la prima volta in parlamento dopo sei settimane, diventando così il primo caso di PM a prendere un congedo per maternità.

Ma il primo ministro laburista, stimata da Jeremy Corbin e amica di Justin Trudeau, era un “prodigio della politica”, come la definisce il Time, già prima di diventare la seconda donna nella storia a diventare madre durante un mandato come primo ministro.

Ardern (38 anni) aveva cominciato a collezionare primati già nel 2008, quando divenne la parlamentare più giovane del suo Paese. Diventata leader del Labour Party poco prima delle elezioni dello scorso settembre, Ardern era entrata in campagna elettorale tardi, con un tiepido supporto da parte del suo stesso partito e poca stima da parte degli oppositori: ai tempi la destra si riferiva a lei chiamandola “the pretty communist”, un soprannome che dà la misura di quanto la sua leadership fosse presa sul serio. Grave errore: in un mese non solo il Paese si era riempito di t-shirt e gadget con stampata la sua faccia sorridente, ma il sofferente partito laburista neozelandese, di cui il precedente leader aveva lasciato la guida causa minimo storico di consensi, aveva guadagnato 19 punti percentuali grazie all’entusiasmo fresco del nuovo leader e un programma decisamente di sinistra. I media cominciarono a parlare di “Jacindamania” e a settembre il partito laburista neozelandese vinceva le elezioni.

A ottobre 2017 Jacinda non solo entrava a far parte di un club ancora decisamente esclusivo, quello delle donne capo di governo (su circa 200 stati esistenti solo 11 hanno una donna come leader), ma si guadagnava un primato mondiale: quello di PM più giovane al mondo (prima che Sebastian Kurz, classe 86, glielo soffiasse. Sorry Jacinda), oltre all’onore di essere inserita dal britannico Time tra le 100 persone più influenti al mondo (sorry Sebastian).

Pochi mesi dopo aver cominciato il suo lavoro alla guida del Paese, Ardern comunicò in una conferenza stampa che sarebbe diventata madre a giugno. Come lei stessa racconta nelle interviste successive, la gravidanza fu un evento imprevisto e inaspettato per la coppia, che pianificava future cure per la fertilità, e il più grande timore della pretty communist allora, quello di dare l’impressione al Paese di non prendere sul serio il suo ruolo istituzionale. Per questo, già dal primo annuncio ufficiale della nascita, Ardner si era impegnata a esporre in dettaglio quale sarebbe stato il piano: 6 settimane di maternità e poi ritorno immediato a tutte le funzioni di governo. Il partner si sarebbe occupato a tempo pieno del nascituro.

E così sarà a partire da oggi

Appena entrata in carica, e mesi prima che la gravidanza fosse annunciata, la Ardern aveva già attirato l’attenzione dei media internazionali proprio con un dibattito che riguardava, guarda a caso, la maternità: un giornalista le aveva chiesto se, alla sua età, non avesse intenzione di avere figli e in generale se non fosse lecito per un datore di lavoro informarsi su eventuali gravidanze in programma prima di assumere una donna. La risposta decisa di Jacinda (“è inammissibile nel 2017”) ha fatto il giro del mondo.

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