Di Maio contro i Romeni su Facebook: “Importiamo criminali”

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E’ polemica politica con risvolti internazionali quella che si è scatenata dopo che Luigi Di Maio, vice presidente della Camera,  su Facebook ha sottolineato come la maggior parte dei romeni che importiamo sono criminali. Nonostante le polemiche però uno dei leader del Movimento 5 Stelle non torna indietro e anzi rincara la dose affidandosi ancora una volta ai social network.

LA FILIPPICA SU FACEBOOK DI DI MAIO

“C’è un fatto, che è inopinabile: il 40% dei ricercati con mandato internazionale emesso da Bucarest si trova in Italia. Non lo dico io, lo disse nel 2009 l’allora ministro romeno della Giustizia Catalin Predoiu, dato confermato l’altro giorno a SUM #01 dal procuratore di Messina Ardita. Motivo per cui non ho nessun motivo oggettivo di mettere in dubbio questa affermazione”, ha iniziato la sua filippica Di Maio. Il politico si è spinto anche oltre: “Ardita ha ribadito che 4 rumeni su 10 hanno scelto il nostro Paese come luogo nel quale delinquere e questo è un problema importante che riguarda la giustizia. Io ho ascoltato e come rappresentante dei cittadini mi sono posto il problema. L’Italia deve attirare persone oneste, non criminali”.

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DI MAIO: “IMPARARE A COMBATTERE LA CRIMINALITA’”

Quindi Di Maio ha ancora aggiunto: “Ho denunciato questa situazione affinché la politica affronti il problema e vengano prese serie contromisure per far diventare l’Italia un luogo in cui i criminali NON vogliono andare. Ho anche messo in evidenza, e lo ribadisco, che siccome la nostra Giustizia è inefficiente, i nostri imprenditori vanno in Paesi dove funziona meglio: come la Romania”. Infine la conclusione che è una sorta di appello al mondo delle istituzioni: “Impariamo dai rumeni: scoraggiano i delinquenti e attirano le imprese. È quello che voglio per il nostro Paese. Abbiamo bisogno di una giustizia rapida, efficiente ed efficace che scoraggi chi vuole delinquere e aiuti chi vuole investire”.

Scritto da Nicola Salati

Scrivere una passione che poi è diventato un vero e proprio mestiere. Dal 2008 giornalista professionista cerco di raccontare quello che succede nel locale per poi spaziare nel globale, ma sempre considerando i punti fermi che deve avere un abile cronista: mai distaccarsi dalla realtà dei fatti ed essere puntuale e preciso evitando interpretazioni e opinioni.

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