Mannarino, Babalù: Video e Testo

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E’ “Babalù” il nuovo singolo di Alessandro Mannarino, terzo estratto dal suo ultimo album “Apriti cielo”, pubblicato lo scorso gennaio. Il brano, in rotazione radiofonica dal 24 marzo, segue il successo dei precedenti inediti “Apriti cielo” e “L’arca di Noè”. Vi proponiamo di seguito il testo ed il video ufficiale della canzone, diretto regista e fratello Paolo Mannarino.

“Babalú strizza l’occhio da una parte alla suadente leggerezza di Jorge Ben Jor e dall’altra alla lezione dei tropicalisti – dichiara il cantautore romano – così come nelle canzoni dei grandi cantautori brasiliani, forti tematiche di ribellione e lotta al tempo della dittatura venivano celate da doppi sensi e metafore, così in questo brano Babalú è una maschera, un nome in codice per un eroe che protegge i più deboli dalle ingiustizie del mondo”.

All’interno del suo ultimo progetto discografico, sono presenti nove brani inediti, tutti firmati dallo stesso Mannarino, che ha realizzato la sua opera migliore, quella della maturità, caratterizzata da sonorità e testi più ricercati rispetto al passato, ma al tempo stesso realizzato pezzi decisamente più radiofonici. Seppur “Apriti cielo” sia il progetto più commerciale della sua carriera, non si celebra alcuna rottura con il passato, anzi, in pezzi come “Babalù” vengono fuori tutte le sue radici artistiche, le stesse che lo hanno portato oggi ad essere promosso tra i grandi nomi della musica leggera italiana.

Babalù (Video)

Babalù (Testo)

Lo volevano ammazzar tutti gli abitanti della città
però adesso che non c’è più
non fanno che parlare bene di Babalù

Babalù sta sul cruscotto
Babalù sta sopra al piatto
Babalù sta in tribunale
appeso al collo del piede piatto
Babalù sta nel mio cuore
anche il mio cervello è pieno zeppo, Babalù
Lo volevano ammazzar tutti gli abitanti della città
però adesso che non c’è più
non fanno che parlare bene di Babalù

Babalù sta nel dolore
Babalù sta sopra il letto
Babalù sta al distributore
Babalù ha preso un etto
Babalù non torna più
in un fascio di luce sta arrivando in paradiso
Babalù, Babalù, Babalù, dimmi che il mostro non ritorna più
Babalù, Babalù, Babalù, Babalù pensaci tu
Lo volevano ammazzar tutti gli abitanti della città

Però adesso che non c’è più
non fanno che parlare bene di Babalù
Babalù sta sopra il monte,
Babalù sta sulle antenne
Babalù sta tatuato, sopra il braccio di Babalù
una tribu degli Zulu si sta radunando per magiare Babalù

Lo volevano ammazzar tutti gli abitanti della città
però adesso che non c’è più
non fanno che parlare bene di Babalù
Babalù sangue di vino
Babalù è stato forte
Babalù è andato oltre, il giorno della propria morte
Babalù non torna più, e forse se ritorna ci porterà lassù
Babalù, Babalù, Babalù, dimmi che il mostro non ritorna più
Babalù, Babalù, Babalù, Babalù pensaci tu
Babalù ha una corona che fa male alla testa

Ma i bambini sono in festa
in città son tutti pazzi ormai, son tutti pazzi di Babalù
Babalù, Babalù, Babalù, dimmi che il mostro non ritorna più
Babalù, Babalù, Babalù, Babalù pensaci tu.

Scritto da Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica e spettatore interessato di tutto ciò che è intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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