Matteo Renzi, Stop Aumento Iva e niente taglio di Tasse sul Lavoro

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Un Matteo Renzi scatenato, pronto a difendersi dagli attacchi e a dettare l’agenda al Governo Gentiloni anche durante la campagna congressuale del Pd. E i primi paletti renziani sono lo stop all’aumento dell’Iva e la frenata sul taglio sul costo del lavoro.

L’ex presidente del Consiglio, nello studio di Porta a Porta, ha rilanciato così la sua campagna per le primarie del Partito Democratico, dopo le difficoltà create dall’inchiesta Consip. E, nonostante la conferma a parole della fiducia all’attuale premier, ha dato un avviso a Palazzo Chigi: “Non bisogna parlarsi addosso, l’importante è fare cose concrete”. Come dire: ‘Gentiloni&Co. datevi una mossa’.

MATTEO RENZI: “ERRORE AUMENTARE L’IVA”

Nel merito della manovra al vaglio del Governo, necessaria per rispondere alle richieste dell’Unione europea, Renzi ha affermato: “È un errore politico oggi aumentare l’Iva in un momento come quello che stiamo vivendo”. E l’ex segretario del Pd è stato chiaro anche sulla riduzione delle tasse per sul lavoro: “La misura dei cinque punti nell’esperienza del Governo Prodi non ha portato risultati. Io non l’ho fatta. Il governo deciderà e sulla base della proposta che viene fatta discuteremo”, ha ricordato.

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RENZI, IL CONGRESSO E PAPÀ TIZIANO

Ma Matteo Renzi non ha parlato solo del governo. Inevitabile il riferimento all’inchiesta Consip che sta scuotendo la sua famiglia, visto il coinvolgimento del padre Tiziano. “Umanamente sono preoccupato per mio padre ma sto con i giudici”, ha detto l’ex premier, auspicando che si arrivi presto “alla verità”. Netta anche la posizione sul “sistema di potere toscano”. “Esiste solo negli editoriali, non nella realtà”, ha scandito il Rottamatore.

Sugli avversari del congresso dem, Renzi ha fatto ricorso alla sua solita ironia: “Ho rispetto dei miei avversari e non passerò il tempo ad attaccarli. Uno l’ho scelto come ministro, l’altro l’ho aiutato a vincere in Puglia”. Quindi ha accennato alla situazione in termini di consenso: “Orlando dicono sia forte tra gli iscritti e Emiliano nelle primarie aperte, io non lo so”. Non poteva mancare l’accenno alla scissione, che ha portato alla fuoriuscita dal partito di Pier Luigi Bersani.”Con lui on ci siamo mai presi ma un partito non è ‘C’è posta per te…”

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