Meningite, donna morta a Livorno: è allarme in Toscana

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Una donna di sessantaquattro anni, la professoressa in pensione Lilia Agata Caputo, è morta martedì mattina all’ospedale di Livorno a causa della meningite. La vittima, originaria di Rimini ma residente a Viareggio, era ricoverata da un mese – dal 24 ottobre scorso -, quando aveva avvertito i primi sintomi dell’infezione.

Soltanto lunedì, meno di 24 ore prima, un’altra donna – una signora russa che lavorava come collaboratrice domestica – era morta all’ospedale Santa Maria Nuova di Firenze. A ucciderla, secondo i primi controlli dei medici, è stata la meningite C. La vittima, quarantacinque anni e non vaccinata, era arrivata al pronto soccorso priva di sensi e già in condizioni gravissime. Nelle due ore durante le quali era stata in ospedale, i dottori avevano fatto il possibile per salvarle la vita, ma ogni cura era stata inutile.

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La conferma della causa del decesso del quarantacinquenne era poi arrivata dal Meyer: infezione da meningococco C, il batterio che causa la Meningite. Pochi i dubbi anche sul virus che ha ucciso la professoressa residente a Viareggio: si tratterebbe della stessa infezione.

Intanto, subito dopo il primo decesso, l’ufficio di igiene dell’azienda sanitaria fiorentina aveva subito avviato l’indagine epidemiologica, con la ricerca dei contatti della donna malata. Tutti coloro che l’hanno incontrata negli ultimi dieci giorni dovranno prendere una compressa di antibiotico, compresi i medici che hanno cercato di curarla e i sanitari che l’hanno trasportata in ambulanza in ospedale.

Non c’è nessuna cura, nessun vaccino, invece per la paura Meningite, che sta tornando a spaventare la Toscana. In meno di due anni le vittime sono state tredici: due soltanto negli ultimi due giorni.

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