L’unico metodo per smettere di fumare si chiama Volontà

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A un certo punto della carriera del fumatore, fumare diventa un vero e proprio incubo. Una battaglia tra il farlo e il non farlo. In cui alla fine prevale quasi sempre ed inesorabilmente il farlo.  Non è giusto. Non è giusto che si debba tenere sul collo costantemente un pensiero che i “non fumatori”,  beati loro,  non hanno. Eppure ad oggi, a parte la legge Sirchia che nel 2003 proibì di fumare nei locali pubblici, non si registrano interventi risolutivi o incidenti sul fenomeno di massa del fumo, che investe i giovani più che mai e che devasta gli adulti e che in molte occasioni non fa diventare mai anziani.

I metodi

Quelli sono una vera presa in giro. Sottoscrivo che di metodi efficaci e garantiti per smettere di fumare ad oggi non ne esistono. Se fosse così avrei smesso.  Mi spiego meglio. Non esistono metodi efficaci che non siano farmacologici. E pure sull’efficacia di quelli farmacologici non c’è pressocchè alcuna certezza di efficacia. Lo dicono le statistiche, non io. La vareniclina contenuta in un noto farmaco, o il bupropione, sarebbero sostanze in grado di inibire il desiderio di fumare in quanto considerati “antagonisti” della nicotina. Per carità non si mette in dubbio che abbiano una qualche efficacia, ma gli effetti collaterali, anche solo a scorrere il bugiardino, fanno storcere seriamente il naso.  E in ogni caso non sembrano in grado di preservare i fumatori o ex dal rischio di ricadute sul lungo periodo.  Va da se che chi dovesse decidere di farvi uso, dovrebbe consultare il medico e chiedere tutto ciò che c’è da chiedere, a parte che non sono vendibili senza prescrizione.

I sostituti nicotinici

Un altro capitolo infinito; gomme, inalatori, cerotti e tutta quell’altra serie di prodotti commercializzati che diffondono nicotina e dovrebbero alleviare l’astinenza. Il fumatore desideroso di smettere passa obbligatoriamente per i sostituti nicotinici, o almeno, nella maggior parte dei casi. Bè, dovendo definirli, li definirei appunto come una “tappa obbligatoria” che non conduce alla terra promessa. Vengono in compenso spesi molti soldi che spesso si vanno ad aggiungere al pacchetto di sigarette, che giace in qualche luogo della casa in attesa di essere riesumato all’occorrenza! Sui sostituti sia nicotonici che non (ovvero gomme, caramelle, succhiotti, bomboloni, bacchette di liquirizia ecc. ecc.)  resto d’accordo con Allen Carr che si smette “nonostante” e non grazie ad essi.

Agopuntura e ipnosi

Poi ci sono agopuntura e ipnosi che vanno a braccetto. La prima è più facilmente fruibile. Ci sono numerosissimi centri in cui si pratica. E anche lì con un esborso che va dagli 80 ai 150 euro circa, ci si mette ancora una volta in ginocchio di fronte all’obiettivo “smettimento” e si accettano aghi e punture su lobi, naso, fronte e varie. Provato personalmente: fallito! Sull’ipnosi ho raccolto qualche testimonianza, ma pare che sia molto suggestiva come esperienza; non altrettanto efficace per lo scopo specifico.

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L’approccio terapeutico dovrebbe portare a conoscere le ragioni per cui si fuma, per cui si vorrebbe smettere e per cui non si riesce. Qualche anno di psichiatra forse risolverebbe il problema. Ma è ovviamente oneroso sia in termini di tempi che di soldi.

I centri antifumo

Ciascuno adotta un percorso diverso. Dal mio canto ne ho sperimentato uno ma si è rivelato inefficace. Rappresentano comunque ad oggi l’unica risorsa valida in quanto mettono a disposizione dei fumatori esperti del settore.

Il metodo Allen Carr

Autore del libro “E’ facile smettere di fumare se sai come farlo” ed ideatore del metodo EasyWay” tuttora praticato in centinaia di centri antifumo.  Si parla di metodo, ma in realtà non c’è nessun percorso da seguire. Sia Allen Carr che i suoi prosecutori si battono per smantellare tutti i falsi miti del fumo. Ovvero che fumare è un po’ come indossare apposta un paio di scarpe strette per poi sollevarci quando ce le togliamo. Quindi si continua a fumare solo per alleviare l’odiosa astinenza generata dalla stessa sigaretta!

Premetto di aver letto il libro. Mi permetto di dire che “il metodo” Allen Carr funziona per coloro che hanno già deciso intimamente di smettere e che ci sono riusciti. Veri e propri eroi che hanno tenuto fede al loro intendimento per svariate ragioni. Per lo più perché si sono presi uno spavento.  Non credo che abbiano smesso grazie al libro, anche se mi farebbe molto piacere crederci. In realtà tutto ciò che dice Allen Carr è vero, ma non in grado di far svoltare il fumatore che non abbia già svoltato di suo.

Inoltre Allen Carr dissuade dal fare affidamento sulla volontà, ed in questo dissento, perché scoraggia chi non ci riesce senza l’illuminazione che ha avuto lui. Fumatore di cento sigarette al giorno che si è battuto contro il fumo e purtroppo è morto proprio di tumore ai polmoni (ne fumava davvero troppe).

La convinzione personale

Smettere di fumare dipende da una profondissima convinzione personale. E’ un’abitudine, un vizio, una dipendenza, chiamiamola come vogliamo, che rappresenta la peggiore delle trappole di cui noi stessi siamo inconsapevolmente artefici.  Quando ci cadiamo siamo troppo piccoli per capire e quando lo capiamo siamo troppo dipendenti per liberarcene.

Tutto quello che si può seriamente fare è agire sui più giovani. In famiglia, a scuola dappertutto e se fosse possibile con un bel sistema sanzionatorio che funzionasse sul serio.

Per i più grandi sto ancora cercando come Diogene la formula vincente. Nel frattempo mi tolgo il vizio da un’ora all’altra e in tutto questo mi concedo il minor numero di sigarette possibile.

Tutto quello che serve mi spiace dirlo è una rigorosa, inflessibile, caparbia volontà. Ma la signora sigaretta è sempre troppo facile da inforcare quando la dipendenza bussa alla porta!

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