Morte Alice Gruppioni: 12 Milioni di Risarcimento

Alice Gruppioni travolta e uccisa in viaggio di nozze a Los Angeles nel 2013

Alice Gruppioni si trovava in viaggio di nozze con il marito Christian Casidei a Los Angeles quel maledetto 3 agosto 2013 quando Nathan Campbell, 39 anni, spacciatore, con la sua auto, si è piombato a tutta velocità sulla folla della famosa Boardwalk, travolgendo i passanti e causando la morte della ragazza.

Un anno dopo la morte di Alice, la famiglia Gruppioni ha indetto un’azione civile contro la città e la contea di Los Angeles.

Le condizioni stradali non erano a norma

Secondo il padre della vittima, imprenditore ed ex presidente del Bologna Calcio, le condizioni stradali e di sicurezza dell’intera zona colpita da Nathan Campbell, non sono a norma. Tenendo conto anche di quante persone visitano gli Stati Uniti e in particolare passeggiano sul lungomare di Venice Beach.

 

Il Sig. Gruppioni ha infatti accusato la città per

“la mancanza di una sicurezza minima di base, ossia dissuasori che garantiscono una viabilità sicura alla zona pedonale di Venice Beach. Ciò ha permesso di strappare una figlia a una famiglia, facendo pagare a tutti un prezzo di dolore devastante per tutta la vita.”

Il verdetto della causa sul delitto Gruppioni

La transazione si è finalmente conclusa dopo 4 anni e alla famiglia Gruppioni spettano 12 milioni di dollari come risarcimento.

Inoltre la municipalità della città californiana ha istituito ulteriori 2 milioni da suddividere tra tre delle 16 persone che rimasero ferite in quel tragico evento del 2013.

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Venice Beach e Nathan Campbell

Los Angeles è così costernata per quello che è accaduto che, in memoria della vittima, sarà posta una targa sul lungomare di Venice Beach.

La zia della vittima, Katia Gruppioni dice

“È una cosa importante che venga ricordata anche lì, sull’ultima terra che ha toccato. È una piccolissima soddisfazione, ma comunque è importante”.

All’assassino Nathan Campbell invece, la cauzione era stata stabilita a 1 milione di dollari per poi essere tramutata in una condanna di anni 42 di detenzione.

Giustizia è stata fatta.

Ciò nonostante un risarcimento, pur cospicuo che sia, non ridarà una figlia e una moglie strappata alla vita in modo così violento.

Scritto da Silvia Pavan

Moglie e mamma. Mi piace scrivere di qualsiasi cosa, non ho un genere preciso. Anzi no, non mi piace scrivere di politica e televisione.
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