Lutto nel mondo della cultura: è morto oggi all’età di 91 anni il sociologo e filosofo Zygmunt Bauman, creatore della fortunata definizione di “società liquida” e saggista anche alla veneranda età di novant’anni. Nato in Polonia da una famiglia di origine ebrea, lo studioso è stato costretto a emigrare nell’Unione Sovietica e poi in Israele. Dopo la guerra, Bauman ha insegnato a lungo in Gran Bretagna, presso l’università di Leeds, dove era a capo del dipartimento di sociologia fino al 1990, anno del suo pensionamento.

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Si deve a lui la teoria, rivalutata positivamente negli ultimi anni, di “società liquida”, alla quale si legano quelle di “modernità liquida” (concetti tornati in voga dal 2000 in seguito al suo libro omonimo) e “paura liquida”. La sua morte arriva dopo una vita passata a teorizzare e insegnare la sociologia moderna: se ne va uno dei più affermati e stimati intellettuali della modernità.

Umberto Eco aveva spiegato così la teoria di “liquid society”: “Con la crisi del concetto di comunità emerge un individualismo sfrenato, dove nessuno è più compagno di strada ma antagonista di ciascuno, da cui guardarsi. Questo “soggettivismo” ha minato le basi della modernità, l’ha resa fragile, da cui una situazione in cui, mancando ogni punto di riferimento, tutto si dissolve in una sorta di liquidità”.

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Sono nato e vivo a Palermo, dove studio Scienze della Comunicazione. Grande appassionato di cinema e sport, ma senza tralasciare cronaca e televisione. Qualcuno che la sa lunga ha detto: "Una notizia dovrebbe essere come una minigonna su una bella donna. Abbastanza lunga per coprire il soggetto, ma abbastanza breve per essere interessante".