Papa Francesco, oggi Omelia a Santa Marta: “Sacrificio e Martirio”

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Oggi martedì 31 gennaio gennaio, nella consueta omelia mattutina impartita durante la Santa Messa nella cappella di Casa Santa MartaPapa Francesco è tornato a parlare di sacrificio e martirio.

“I martiri sono quelli che portano avanti la Chiesa – ha affermato il Pontefice – sono quelli che sostengono la Chiesa, che l’hanno sostenuta e la sostengono oggi. Ci insegnano ad avere memoria del nostro passato, facendoci meditare sulla nostra storia. Il cammino del Popolo di Dio, infatti, è stato possibile perché tanti nostri padri nella fede sono stati docili e obbedienti alla chiamata del Padre, lo hanno seguito, spesso anche contro ogni speranza umana”.

“I tantissimi Cristiani martiri hanno sofferto e dato la vita come Gesù. I media non lo dicono perché non fa notizia, ma tanti cristiani nel mondo oggi sono beati perché perseguitati, insultati, carcerati. Ce ne sono tanti in carcere, soltanto per portare una croce o per confessare Gesù Cristo! Questa è la gloria della Chiesa e il nostro sostegno e anche la nostra umiliazione: noi che abbiamo tutto, tutto sembra facile per noi e se ci manca qualcosa ci lamentiamo. Ma pensiamo a questi fratelli e sorelle che oggi, in numero più grande dei primi secoli, soffrono il martirio!”, ha tenuto a puntualizzare Papa Francesco.

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“Con il loro martirio, la loro testimonianza, con la loro sofferenza, anche dando la vita, offrendo la vita, seminano cristiani per il futuro e nelle altre Chiese. Offriamo questa Messa per i nostri martiri, per quelli che adesso soffrono, per le Chiese che soffrono, che non hanno libertà. E ringraziamo il Signore di essere presenti con la fortezza del Suo Spirito in questi fratelli e sorelle nostri che oggi danno testimonianza di Lui”, ha concluso il suo intervento quotidiano il Santo Padre.

Scritto da Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica e spettatore interessato di tutto ciò che è intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.