Pastificio Rummo, via al Concordato Preventivo: salvata dal Fallimento

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Come stabilito dal Tribunale di Benevento, la lunga tradizione del pastificio Rummo potrà continuare: all’azienda locale, istituita nel capoluogo campano nel 1846, è stato infatti concesso il concordato preventivo in continuità, vale a dire la possibilità di esercitare la propria attività nonostante la morosità dei debiti gravanti sulla crisi dell’azienda.

LA SODDISFAZIONE DI COSIMO RUMMO

Il Tribunale, a tal proposito, ha riconosciuto come fattore determinante della crisi l’alluvione che ha danneggiato lo stabilimento di Cosimo Rummo nell’ottobre del 2015, calamità che ha causato molteplici implicazioni nella crisi del pastificio, salvato dal fallimento proprio dal foro di Benevento. “Adesso stiamo studiando un piano con le banche per un rimborso decennale che possa soddisfare i nostri creditori” – ha spiegato il presidente Cosimo Rummo – “Il sostegno delle banche ci consentirebbe, inoltre, di provvedere immediatamente agli investimenti necessari per il proseguimento dell’attività”.

COSA DEVE FARE ORA L’AZIENDA RUMMO?

Come spiegato dall’avvocato Mario Porcaro, il Tribunale di Benevento ha stabilito il rimborso entro cinque anni dei debiti ammontanti a 97 milioni di euro, garantendo ai creditori un’alta percentuale pari al 47%, la quale potrebbe aumentare sino al 60% in caso di utilizzo dello strumento dei patti paracondatari. Il piano che dovrebbe salvare dal fallimento lo storico pastificio Rummo prevede un incremento del fatturato pari a 66,3 milioni di euro previsti entro il 2017, giungendo ad una capacità di profitto di 80 milioni di euro nel 2020.

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IL PIANO PER SALVARE L’AZIENDA

Sino al 10 luglio, infatti, la Rummo avrà tutto il tempo per ricominciare la propria attività, poiché in questa data il Tribunale ha stabilito la prima adunanza dei creditori e, sino a quel momento, l’esercizio aziendale non prevede alcun investimento, dal momento che i maggiori sforzi finanziari sono stati sostenuti dopo l’alluvione. In merito, sono previsti solo investimenti per conto capitale pari a 20 milioni di euro, spese necessarie per implementare gli impianti e per la messa in sicurezza dello stabilimento aziendale.

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