Pecunia: origine, etimologia e significato del termine

Origini e varianti d’uso dell’espressione pecunia.

pecunia

Il denaro è libertà di scelta per alcuni e condizione di schiavitù per altri. Con il dio denaro niente è impossibile: qualsiasi cosa si può fare oggi. Ogni azione dell’uomo è valutata in denaro: il lavoro, la spesa, la casa, la macchina, le vacanze. Ma se tutto questo potesse essere pagato non con le banconote ma con un capo di bestiame? Il termine Pecunia potrà fare chiarezza su questo punto.

Origine del termine

Pecunia è un latinismo che deriva da Pecunia, cioè denaro, che deriva a sua volta da Pecus, letteralmente bestiame. Il termine rimanda ad una concezione primordiale di economia nella quale tutte le attività venivano compensate con i capi di bestiame e non con la moneta. Il commercio si basava su uno scambio che oggi potremmo affibbiare benissimo ad una dimensione infantile: il baratto. Come i bambini scambiano tra loro le figurine valutando bene cosa conviene cedere per poter avere di meglio, così gli antichi scambiavo bestie, animali, prodotti della terra per concludere un affare assai vantaggioso.

Famosa è la frase, contenente tale termine, che Svetonio mise in bocca all’imperatore Vespasiano (I sec. d.C.) nella sua opera Vita dei Dodici Cesari rivolgendosi al proprio figlio con “Pecunia non olet”, lett. “il denaro non ha odore” (De vita Caesarum VIII, 23, 3). All’epoca dell’Imperatore già circolava la moneta e con questa frase egli si riferisce proprio al denaro, cioè moneta, raccolto attraverso la tassa sull’urina presa dagli orinatoi (che vennero chiamati successivamente vespasiani proprio per l’imposta).

Significato

Nonostante con l’avvento della moneta lo scambio avvenisse non più con il bestiame, pecunia rimase comunque in uso, soprattutto come termine aulico. Il termine dunque esprime non a caso il punto di partenza di quello che noi oggi conosciamo ed usiamo tutti i giorni come strumento di scambio per acquistare beni e prodotti: appunto il denaro.

Attualmente la sfumatura che viene data alla parola è abbastanza ironica: infatti si usa spesso pecunia riferendosi ad una situazione particolare, per esempio tra amici “Manca la pecunia per fare questo!” oppure “non ho pecunia per venire a cena!” inteso quindi come mancanza di fondi.

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