Il Pomo della Discordia di Buccirosso: recensione dello spettacolo

In cartellone al Teatro Diana di Napoli, “Il Pomo della Discordia” di Carlo Buccirosso e Maria Nazionale. Una commedia che riflette sul tema dell’identità sessuale.

Pomo della discordia Buccirosso
La locandina dello spettacolo

Il pomo della discordia in scena al teatro Diana di Napoli: scritto, diretto e interpretato da Carlo Buccirosso che divide il palco con la cantante e attrice Maria Nazionale, lo spettacolo  regala una commedia ambientata ai giorni nostri che riflette sul tema dell’identità sessuale.

Il Pomo della Discordia, la Trama

Il pomo della discordia, questo il leit motiv dei due atti che appassionano e divertono, un’andatura tragicomica, ambientate in un’atmosfera di un salotto borghese napoletano.

Una normale famiglia benestante, dove l’atmosfera e l’euforia di una festa di compleanno organizzata a sorpresa per Achille, primogenito dei coniugi Tramontano, potrebbe essere turbata non da una mela, come suggerirebbe il titolo, bensì da un pomo.

Un pomo d’Adamo, o meglio, il pomo di Achille che il ragazzo si vuole ridurre perché ritenuto “troppo pronunciato” e per questo troppo virile e duro per la sua figura ed ovviamente il padre dalla mentalità chiusa ed omofoba non vuole che avvenga.

Il tema dell’identità sessuale

L’idendità sessuale è un tema di fatto oggi molto usurato e trattato  e per questo molto difficile da rappresentare senza cadere nel banale o peggio senza offendere alcun membro della comunità LGBT e con una comicità tutta italiana, questo errore è davvero dietro l’angolo e la commedia più di qualche scivolone fa.

Cosa non si dice per far ridere si pensa più volte durante lo spettacolo, alimentando il tutto con frasi apparentemente divertenti per l’italiano medio ma che dietro si nascondono venature omofobe. “Ricchioncello”, “ amici particolari” , “femminello” forse potevano far ridere (sbagliando) 10 anni fa ma ad oggi con un pubblico molto più informato ed attento e  tutti i diritti civili che finalmente gli omosessuali stanno acquisendo , ciò che viene proposto risulta alquanto banale e datato.

Anche nei momenti in cui alcuni personaggi sembrano far rinsanire e soprattutto rinvenire il padre di famiglia, essi  se ne escono con parole che toccano l’ovvietà. Il tutto però si riprende nel finale e tutti i caratteri regaleranno al pubblico presente un fortissimo messaggio.

Andiamo a vedere perche:

Tra equivoci e i battute, la trama prende spunto dal mito greco della mela della discordia, lanciata da Eris al banchetto di nozze di Peleo e Teti. Il tutto è però ambientato nella nostra epoca, nella famiglia borghese del notaio Tramontano, e Buccirosso indossa i panni del notaio capo di famiglia , un borghese intollerante e incapace di accettare l’omosessualità del figlio, che svelerà sorprendendo tutti nel finale una sorprendente tenerezza paterna.

La più convincente di tutti e senz’altro la cantante e attrice Maria Nazionale, che interpreta la moglie del notaio, e spiazza tutti donandoci una mamma dal cuore enorme che accompagna e appoggia tutto il percorso che il figlio intraprende nel corso degli anni.

Il cast e le musiche del Pomo della Discordia

Il cast è molto affiatato ma che ripropone figure stereotipate e personaggi che non escono dal giro nella quale son stati precedentemente messi.

Carlo Buccirosso ha creato una parodia  precisa della mentalità omofobica, riuscendo a unire al suo  stile la capacità di far riflettere il pubblico su molti pregiudizi tutt’oggi diffusi, tanto che più volte decidi di detestare ed allontanarsi dal suo personaggio.

Tutto si scioglie nell’emozionante duetto finale sulle musiche di Sal Da Vinci,  dove i due protagonisti ritrovano l’intesa sospesa e quasi perduta nell’intenso abbraccio che chiama l’applauso di tutto il pubblico presente in sala.

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