Prostituzione a Milano: i retroscena nelle zone centrali della città

Nell’epoca dei diritti umani e delle libertà c’é ancora chi vende il suo corpo per schiavitù.

Prostituzione Milano Retroscena
(Foto: Ap/LaPresse)

Milano: capitale della moda, del lusso, città dell’industria e del lavoro ma anche città del sesso a buon mercato.
Sabato sera, viale Certosa e viale Zara, centro città, non certo tra i quartieri più pericolosi di Milano, ore 22.30 c’é chi é diretto a fare serata nei locali della movida milanese e c’é chi sta rientrando a casa. Tutti vedono e sanno eppure é come se tutti fossero ciechi e all’oscuro di tutto.

I due viali menzionati sopra sono solo alcuni dei luoghi dove é presente la prostituzione. Decenni fa le prostitute non stavano sulle strade, ma nelle cosiddette case chiuse eliminate poi dalla Legge Merlin il 20 febbraio 1958.

Prostituzione a Milano, la legge può fare poco

La senatrice Merlin abolí la regolamentazione della prostituzione e introdusse i reati di sfruttamento,induzione e favoreggiamento della prostituzione lasciando legale la prostituzione volontaria e compiuta da uomini e donne non sfruttati.

Ma le prostitute che si trovano oggi in Italia sono veramente libere?
La verità é che ogni storia é una storia a sè ma oggi come é sempre stato fin dall’antichità tante prostitute sono obbligate a vendere il proprio corpo.

Nigeriane, Rumene, Cinesi, Peruviane e Albenesi raccontano in gran parte la stessa storia: sono arrivate in Italia con la speranza di lavorare e di guadagnare abbastanza per loro e per aiutare le loro famiglie, ma una volta arrivate si sono ritrovate senza documenti e buttate in strada.

Le sorprese riservate alle straniere

Quando si chiede alle ragazze per quanto tempo ancora staranno in strada rispondono che sarà giusto per il tempo necessario per guadagnare i soldi per i documenti , a questa domanda rispondono spesso che hanno ancora bisogno di guadagnare le ultime mille euro…
Quelle mille euro però sembrano non raggiungersi mai, i soldi dati per i documenti é come se finissero in un buco nero e così le ragazze non riescono mai a lasciare la strada perché senza i documenti c’é poco da fare…
C’é poi chi non può lasciare il “lavoro” perchè minacciano la famiglia rimasta all’estero.
Alcune sono arrivate in Italia convinte di sposarsi e poi hanno scoperto che il proprio uomo le aveva vendute sparendo nel nulla e si sono ritrovate schiave di un mercato in mano di mostri senza scrupoli. Altre ancora sono state vendute a questi mostri proprio dalla famiglia .

Poi ci sono le ragazze che si prostituiscono per loro volontà, sono una piccola minoranza ma chissà perché anche loro aspettano il prossimo cliente con la speranza che sia l’ultimo, tutte aspettano l’opportunità per cambiare vita e lasciarsi tutto alle spalle.

Scritto da Chiara Tedeschi

Sono nata a Cecina (LI) e cresciuta a Piombino (LI) dove mi sono diplomata al Liceo Classico Giosuè Carducci. Mi sono laureata in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Pisa. Amo viaggiare, leggere e scrivere.

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