Due settimane esatte all’11 gennaio, quando la Consulta delibererà sull’ammissibilità o meno del referendum propositivo sull’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori del 1970. La riforma Renzi-Poletti ha abrogato questo articolo, consentendo così ai datori di lavoro di licenziare dipendenti in cambio di un’indennità. 

La CGIL ha ritenuto questo inaccettabile e ha raccolto 3.3 milioni di firme per andare al voto popolare. Il quesito referendario, però, potrebbe (o meglio, dovrebbe) essere ritenuto illegittimo dalla Consulta, visto che in caso di vittoria del SI’, quindi ripristinando l’articolo 18, i firmatari chiedono il reintegro totale dei lavoratori licenziati col Jobs Act renziano.

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La Consulta dovrebbe verosimilmente opporsi a un referendum di questo tipo, che creerebbe forte instabilità. Allo stesso tempo, però, a partire dal 12 gennaio questo governo dovrà impegnarsi nel trovare una soluzione per modificare le normative vigenti. Nessun rischio invece, per altri due quesiti del referendum: si voterà per l’abolizione dei voucher e per la responsabilità solidale per gli appalti.

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Sono nato e vivo a Palermo, dove studio Scienze della Comunicazione. Grande appassionato di cinema e sport, ma senza tralasciare cronaca e televisione. Qualcuno che la sa lunga ha detto: "Una notizia dovrebbe essere come una minigonna su una bella donna. Abbastanza lunga per coprire il soggetto, ma abbastanza breve per essere interessante".