Terremoto, Commissione Grandi Rischi: “Previste forti Scosse nell’Italia Centrale”

sismografo-terremoto

Una relazione che fa paura quella che la Commissione Grandi Rischi ha girato alla Protezione Civile in merito ai terremoti che stanno colpendo l’Italia centrale. Quello che colpisce è che non si escludono altre scosse di magnitudo 7 o superiore.

Infatti la Commissione Grandi Rischi parla di effetto Vajont specificando: “Non ci sono evidenze che la sequenza sismica sia in esaurimento. Le faglie attive dal 24 agosto 2016, data della disastrosa scossa di Amatrice, hanno il potenziale di produrre terremoti di elevata magnitudo (6-7)”. Insomma si salvi chi può? Non proprio perché il presidente della Commissione Sergio Bertolucci tiene a sottolineare: “Bisogna essere prudenti, e per un cittadino questo potrebbe voler dire ad esempio contattare un ingegnere strutturista per controllare la stabilità della propria casa. Per gli edifici pubblici, l’invito è quello di monitorare in maniera sistematica scuole, ospedali e dighe”.

Ma dove si possono verificare altre scosse di terremoto potenzialmente distruttive come quelle previste dalla Commissione Grandi Rischi? Le zone sono sempre quelle già colpite e in particolare tra il Monte Vettore e il Monte Gorzano perché secondo gli studi effettuati in questi mesi dalla Commissione Grandi Rischi ci sono aree che non hanno di recente avuto scosse grosse. Ma non meno preoccupante secondo gli studiosi è anche la zona tra Montereale e L’Aquila.

terremoto-italia-centrale

Il documento diffuso dalla Commissione Grandi Rischi va in particolare per una sorta di salvaguardia e quindi pone l’accento soprattutto sulla sicurezza delle dighe che potrebbero essere danneggiate da un terremoto distruttivo e potrebbero creare altri danni a quelli che solitamente sono le conseguenze di una forte scossa. Sotto la lente di ingrandimento quindi ci finisce la diga nella zona di Campotosto, quella di Poggio Cancelli, di Sella Pedicate e di Rio Fùcino.

Scritto da Nicola Salati

Scrivere una passione che poi è diventato un vero e proprio mestiere. Dal 2008 giornalista professionista cerco di raccontare quello che succede nel locale per poi spaziare nel globale, ma sempre considerando i punti fermi che deve avere un abile cronista: mai distaccarsi dalla realtà dei fatti ed essere puntuale e preciso evitando interpretazioni e opinioni.