Truffa con falsi investimenti a Monza: arrestate due sorelle

Oltre 40 i truffati fra amici parenti e vicini, specialmente anziani proponendo falsi investimenti. Guadagni per oltre 1 milione di euro.

guardia-finanza

Truffa da oltre un milione di euro. Sono state arrestate a Monza dalla Guardia di Finanza due sorelle di 59 e 55 anni, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare. La prima è finita in carcere, la seconda agli arresti domiciliari. I capi d’imputazione sono truffa aggravata, ricettazione e favoreggiamento.

L’accusa

Le due donne sono accusate di aver raggirato circa 40 persone, tra cui amici, vicini e parenti, convincendole ad effettuare versamenti in contanti, con la promessa di lauti guadagni attraverso investimenti vantaggiosi riservati ai dipendenti delle Poste, dove la 59 enne ha lavorato fino al gennaio 2017, investimenti in realtà inesistenti. Con questo stratagemma, le due sorelle avrebbero accumulato oltre un milione di euro.

Il modus operandi

Il modus operandi delle due donne, una nel ruolo di “attrice” principale, l’altra sua complice, sarebbe stato sempre il medesimo: approfittando dei legami di parentela e amicizia e dell’età avanzata delle vittime, le avrebbero convinte a sottoscrivere falsi contratti, spacciati appunto per vantaggiosi investimenti riservati ai soli dipendenti postali, a fronte dei quali i truffati avrebbero versato alla donna o alla sorella contanti, assegni e bonifici, per un totale di circa un milione e centomila euro, che queste avrebbero poi speso nel gioco d’azzardo.

A quanti chiedevano chiarimenti sui ritardi nel pagamento delle percentuali promesse, la 59enne, ex dipendente delle Poste, rispondeva saldando fittizi anticipi sugli interessi con soldi sottratti ad altri clienti con il medesimo raggiro.

L’indagine della Guardia di Finanza

L’indagine, che la Guardia di Finanza ha battezzato “segreto d’ufficio”, è iniziata nell’ottobre 2016 su denuncia dei vicini da casa, una coppia di pensionati che nel 2014 aveva sottoscritto un investimento da 165 mila euro. Quando il figlio dei due, insospettito dalle operazioni finanziare concluse dai genitori e dai versamenti in contanti, si è recato in Posta per avere chiarimenti, ha scoperto la truffa. Di qui l’indagine, che ha portato a svelare la presenza di altre vittime del raggiro.

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