Uffizi Gratis per Caravaggio: aperte nuove sale

Tutta la cittadinanza oggi è invitata all’inaugurazione delle nuove sale delle Gallerie degli Uffizi dedicate a Caravaggio e al Seicento.

Bacco,1596 -1597, Caravaggio, conservato nella Galleria degli Uffizi di Firenze

In occasione del raggiungimento del nuovo obiettivo verso il completamento dei Nuovi Uffizi, il museo è eccezionalmente aperto al pubblico al Lunedì mattina. Infatti, tradizionalmente, questo è il giorno di chiusura della galleria.

Il direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt, ha invitato non solo le autorità, ma anche tutti i fiorentini e i turisti presenti in città, a partecipare gratuitamente, in questo lunedì 19 febbraio 2018, all’inaugurazione delle nuove sale degli Uffizi dedicate a Caravaggio e alla pittura del Seicento.

Sarà lui stesso ad accompagnare i visitatori lungo le otto sale, a partire dalle 11,30. Le visite guidate hanno lo scopo di “illustrare a tutti i cittadini che accorreranno, l’importante progetto di valorizzazione e cura delle collezioni del Museo, che attraverso l’innovazione collegherà storia e futuro delle sale della Galleria”.

Nelle nuove sale si potranno ammirare in una nuova  e migliore collocazione tre capolavori del Merisi:  “Scudo con testa di Medusa”, “Bacco” e “Il sacrificio d’Isacco”. Inoltre vi si potranno vedere opere di altri grandi artisti del Seicento quali Cecco BravoArtemisia GentileschiOtto MarseusGherardo delle NottiVelazquezRembrandtVan Dyck e Rubens.

Le pareti delle nuove sale dell’allestimento sono di un particolare rosso cremisi: “Ottenuto con colori artigianali, partendo dal cinabro e poi aggiungendo sfumature, usando come modello le tonalità di tessuti originali del 1600″, ha spiegato il direttore  delle Gallerie Schmidt.

La data dell’inaugurazione non è casuale: infatti è stata scelta in onore di Anna Maria Luisa De’ Medici, il giorno seguente al 275esimo anniversario della sua morte. L’ultima rappresentante della casata fiorentina dei Medici fu colei che legò per sempre le preziose collezioni alla città di Firenze, lasciando in eredità allo stato toscano i beni artistici della famiglia nel 1743.

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