2018 Anno del Cibo Italiano: Ecco i migliori prodotti della penisola

Il Ministero delle Politiche Agricole e il Ministero dei Beni Culturali hanno eletto il 2018 come uno dei migliori anni per il cibo italiano: vediamo le specialità.

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Forse ancora oggi non tutti sanno che il 2018 per l’intero suo corso è stato eletto dai Ministeri delle politiche agricole alimentari e forestali e dei beni culturali e del turismo rappresentante unico del cibo italiano.

Quindi per stuzzicare non solo la curiosità oltre con la loro descrizione saranno certamente riportati alla memoria sopratutto a compiacimento dei nostri palati gli inconfondibili sapori racchiusi in alcune delle più note specialità enogastronomiche che il nostro paese da sempre offre.

Ecco i rappresentanti per eccellenza del cibo italiano

Il Parmigiano Reggiano

L’amato formaggio è realizzato esclusivamente nelle province di Parma, Reggio Emilia, Modena e parte delle province di Mantova e Bologna concentrandosi infatti nella circoscritta area indicata l’origine dei maggiori allevamenti da cui sarà ricavato l’elemento essenziale per aversi poi la sua unica qualità.

In più l’alimentazione dei ricordati prescelti capi è sottoposta ad una meticolosa regolamentazione che prescrive il solo impiego di foraggi insilati e alimenti fermentati ottenendosi così solo in questo modo l’irripetibile, amatissimo, Parmigiano Reggiano.

L’olio extravergine d’oliva

Il così detto unguento degli dei è altrettanto prodotto soggetto ad una corposa regolamentazione che stabilisce nello specifico termini di produzione, ingredienti e modalità di imbottigliamento ed etichettatura del nutriente prodotto .

Inoltre ai sensi della direttiva 136/66/CEE dell’Unione Europea sulle denominazioni commerciali l’olio extravergine di oliva è il risultato della spremitura delle olive effettuata esclusivamente con mezzi meccanici

La mela del Trentino

Fuor di dubbio è e rimarrà uno dei prodotti tipici del territorio Trentino essendo coltivata nelle sue diverse varietà in particolar modo nei territori della Val di Non e della Val di Sole esatta collocazione delle migliori piantagioni da cui è ottenuto il prelibato frutto. Contrariamente alla loro commercializzazione provvedono gli stessi coltivatori degli indicati territori che poi affideranno a cooperative e consorzi le attività di collocazione del prodotto sul mercato globale .

Gli agrumi di Sicilia

Nell’occasione ripercorrendo la storia della appetitosa specialità nostrana si ricorda che i primi a colonizzare l’isola di Sicilia con degli agrumeti furono gli Arabi ricordandosi infatti in tutta la regione come padri dell’arancia amara . Inoltre tra le più rinomate varietà di arance si ricorda la Washington Navel coltivata nella provincia di Agrigento.

Dalla ricordata coltivazione si ottiene poi un frutto infinitamente prodigo di ottime sostanze organolettiche per questo divenuto presto vanto dell’intera area economica.

Non meno con il tempo anche il limone di Sicilia ha guadagnato la sua importanza. ponendosi al secondo posto tra le varietà di coltivazioni presenti sull’isola .

Il Fiore sardo

Ovviamente la zona d’origine del prodotto è la Sardegna ricavandosi tuttavia non sempre da latte di pecora di sola razza sarda. La particolarità è di essere confezionato esclusivamente in locali tipici dell’area con l’impiego del solo fuoco a legna che concede così al formaggio una piacevole affumicatura.

L’Aglianico

Il così detto Barolo del Sud si ottiene da una speciale uva rossa importata nel nostro territorio a suo tempo dalla Grecia che dai vitigni della Campania e della Basilicata ha da sempre la sua migliore produzione.

Inoltre i più qualificati intenditori di vino considerano l’Aglianico prodotto di assoluta qualità nonché differente da molti suoi concorrenti perché capace di migliorarsi in quel periodo allo stato dell’arte conosciuto di decantazione.

In ultimo si richiamano le due varietà di uve aglianico con cui si ottiene la mentovata inconfondibile ambrosia ossia l’Aglianico del Vulture prodotta in Basilicata ed il Taurasi invece coltivata in Campania.

Per concludere consapevole delle numerose dimenticanze riportate quali certamente sono state il non citare il rinomato basilico ligure ingrediente immancabile per la preparazione del suo eccellente pesto o col non richiamare i numerosi prodotti ittici molisani od ancora quando trascurati i broccoletti romani o le cime di rapa pugliesi tutte ovviamente ulteriori esclusive specialità italiane che tuttavia adesso ricordate portano a scrivere agilmente “Viva l’Italia!”.

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