Le ultime notizie sulle carceri e i detenuti ci parlano sempre del grave problema del sovraffollamento e delle cattive condizioni di vita della popolazione carceraria. Oggi vedremo la situazione nel carcere di Lecce ed in quello di Asti, entambi oltre il limite massimo di capienza. Sono i problemi che da sempre i Radicali cercano di portare a galla e che portano ad invocare a gran voce amnistia e indulto.

VISITA DEI RADICALI AL CARCERE DI ASTI

Negli scorsi giorni, il carcere di Asti ha ricevuto in visita il capogruppo Sel, Marco Grimaldi, e gli espoenti dei Radicali Silvia Manzi ed Igor Boni. L’incontro ha permesso anche l’interazione con i detenuti e con gli agenti penitenziari. I maggiori problemi, anche in un carcere come quello di Asti che non è tra i peggiori, riguardano alcuni danni strutturali e il sovraffollamento delle celle. A livello strutturale, dei problemi stanno arrivando da alcune infiltrazioni che si sono aggravate dopo la mancata riparazione del tetto.
Per quanto riguarda invece le condizioni di vita dei detenuti, la struttura ospita 240 detenuti, mentre ne sarebbero previsti un massimo di 207. Molte celle che dovrebbero essere occupate da un solo detenuto, ne ospitano invece diversi. Una situazione che viola la normativa di legge che prevede che ogni detenuto abbia un minimo di spazio personale e vitale di 3 metri quadrati.

CARCERE DI LECCE: SOVRAFFOLLAMENTO E POCHI AGENTI

Nel carcere di Lecce la situazione è anche peggiore. La situazione è molto critica, ed è stata portata all’attenzione di tutti i prefetti della Puglia, dalla segreteria dell’Osapp: le condizioni di vita e di lavoro all’interno del penitenziario sono a dir poco drammatiche.
“La Puglia è un territorio in cui il sistema carceri è da bollino nero, e la condizione è destinata a peggiorare con la prossima apertura del reparto psichiatrico e del nuovo padiglione a Borgo San Nicola e con la conversione della struttura di Monteroni” queste le parole del segretario Osapp Nicola Dinicoli.