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Anche oggi, 19 maggio 2017,purtroppo non ci sono molte novità rispetto ai provvedimenti di clemenza di amnistia e indulto. Nonostante la ontinua lotta svolta dal Partito Radicale, faro sempre acceso sui bisogni dei detenuti e sulle condizioni delle carceri italiane, lo Stato italiano poco si concentra su tali argomenti, tralasciando sempre quello che riguarda la riforma penitenziale della quale avremmo invece molto bisogno. Numerose sono invece le iniziative prese in considerazioni in varie case circondariali: vediamone alcune.

SCRITTURA CREATIVA E SOLIDARIETÀ NEL CERCERE DI COSENZA

Una bellissima iniziativa ha preso forma nel carcere di Cosenza. All’interno di questo carcere, alcuni detenuti possono partecipare ad un corso di scrittura creativa inserito nel progetto “Liberi di leggere“, e hanno deciso di donare i gettoni di presenza al corso ad un’associazione che dona in favore dei bambini di Amatrice, vittime del terremoto del Centro Italia.
“Nel guardare la televisione il disastro che ha colpito le popolazioni del centro Italia, le loro vite distrutte non abbiamo potuto che pensare ai bambini- queste le parole di alcuni detenuti -bambini che avevano perso i genitori, che avevano perso la casa e il diritto di andare a scuola Così dove molti pensano si annidi il male, esiste anche il bene”.

PENE ALTERNATIVE: ATTIVITÀ DI PUBBLICA UTILITÀ PER I DETENUTI

Altra importante iniziativa è quella che è stata presa in considerazione a Roma, dove il presidente del Tribunale ordinario Francesco Monastero, ha fatto un accordo con l’assessore Laura Baldassarre. L’accordo prevede che i detenuti vengano impiegati in lavori di pubblica utilità, senza retribuzione per la manutenzione di giardini, ospedali ecc. Una grande iniziativa che potrebbe porsi come valida pena alternativa, nei casi ove possibile, e che riporta i detenuti a proiettarsi verso la collettività e il reinserimento. Queste le parole di Francesco Monastero:

“L’obiettivo è consentire il ritorno alla collettività di ciò che le è stato sottratto con le condotte illegali: attraverso il lavoro gratuito di condannati e imputati a favore dei cittadini in settori di particolare interesse”
L’accordo, che ha durata di 5 anni, potrebbe davvero essere un primo passo avanti verso pene alternative lontane dall’alienazione e dalla disumanità delle carceri.