A cinque giorni dalla Marcia del giorno di Pasqua per amnistia e indulto, continuano le dichiarazione da parte di politici che spiegano le motivazioni della loro partecipazione all’importante evento. Il 16 aprile, infatti, un corteo di persone si è mosso dal carcere di Regina Coeli fino a Piazza San Pietro, per chidere a gran voce amnistia, indulto e una riforma della giustizia che riporti dignità alla pena carceraria. Tra i presenti anche Walter Verini, che ha spiegato le motivazioni della sua partecipazione.

LE DICHIARAZIONI DI WALTER VERINI

Dopo aver partecipato alla Marcia, Walter Verini ha rilasciato la sua intervista a Radio Radicale, esponendo il suo pensiero riguardo alla tenacia dei Radicali, forti nel tenere sempre l’argomento di amnistia e indulto in alto, e soprattutto per essere colo che si fanno portatori di un bisogno forte di Riforma della Giustizia. Ecco le parole di Walter Verini ai microfoni di Radio Radicale:

“I Radicali hanno il merito di tenere acceso un faro. Tutte le parole d’ordine dei Radicali non le condivido ma credo sia giusto tenere acceso un faro su temi come quello della detenzione e delle condizioni delle carceri nel nostro Paese– ha poi aggiunto Verini -Il lavoro fatto in questi anni penso vada nella direzione giusta anche se siamo ancora al 10%. Nel mese di maggio dovremmo approvare in via definitiva alla Camera la riforma del processo penale che contiene anche la riforma dell’ordinamento penitenziario. La riforma, consentirà di fare un bel passo in avanti e permetterà di realizzare quello che dice la Costituzione, cioè rieducazione e reinserimento sociale.”

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CARCERE COME RIEDUCAZIONE E REINSERIMENTO SOCIALE

Ancora una volta, quindi, torna primario il discorso del carcere pensato come luogo di recupero, di rieducazione e reinserimento sociale. La vita carceraria, piuttosto che dare vita ad una pena che non fa altro ceh creare nuova delinquenza, dovrebbe puntare a riformare e rieducare alla vita libera che verrà. Un compito che le carceri italiane devono fare proprio grazie ad un’urgente Riforma della Giustizia.