Amnistia e Indulto 2017: Bambini in carcere, apre La Casa di Leda

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Buone notizie in tema di amnistia, indulto e carceri, in particolare per i numerosi bambini che purtroppo sono costretti a vivere dietro le sbarre con le loro madri colpevoli di piccoli reati. Finalmente una casa famiglia protetta, a Roma, pensata per loro e per i loro bisogni: la Casa di Leda.

Il numero di bambini dietro le sbarre, in Italia, risale a 37 (secondo i dati al 31 dicembre 2016 del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria), bambini che, se da una parte possono restare nei primi anni di vita accanto alla loro mamma, pagano il caro prezzo di crescere nell’ambiente carcerario che potrebbe comportare conseguenze per tutta la vita. Per questo motivo, a Roma, grazie al Comune e alla fondazione Poste Insieme che ne gestiranno i costi, nasce la Casa di Leda, una casa famiglia protetta intitolata a Leda Colombini e dedicata proprio alle donne agli arresti che hanno bambini.

Secondo quanto rilasciato in un’intervista al giornale Adnkronos, Gioia Passarelli, presidente di “A Roma Insieme” (l’associazione che gestirà la struttura) dichiara di possedere già le chiavi dell’edificio confiscato alla criminalità e trasformato in una caa famiglia protetta, e che spera in un’apertura già a febbraio 2017.

“In questa casa i bambini potranno vivere insieme alle loro mamme sottoposte alla misura degli arresti domiciliari. Indubbiamente un passo avanti ma questo non risolve il problema: bisognerebbe creare le condizioni perché mamme e bambini non siano più separati. Riflettere sul fatto che i bambini non devono scontare i reati commessi dalla mamme” queste le parole di Gioia Passarelli che passa poi a parlare degli Icam, Istituti a custodia attenuata per detenute madri che in Italia si trovano soltanto nelle città di Torino, Milano, Venezia e Cagliari e che comunque non rispondono adeguatamente alle esigenze dei più piccoli e innocenti. “Gli Icam sono un palliativo- dice la Passarelli -perché di fatto sono un carcere. Poniamo che durante la notte un bambino si senta male e debba essere trasferito in ospedale, la mamma non può seguirlo. Diverso il discorso per la case famiglia protetta”.

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Già da diverso tempo i volontari di “A Roma Insieme” vanno periodicamente a prendere i 10 bambini che vivono attualmente nel carcere di Rebibbia e li portano fuori ad esplorare e a vedere il mondo. Nel frattempo permettono alle mamme di avere colloqui con psicolgi o di fare qualche attività ricreativa. L’impegno dell’associazione, fedele agli ideali di Leda Colombini, è dunque già vivo, e proteso verso l’obbiettivo di rendere più facile la vita dei bambini costretti dietro le sbarre. Un grande passo avanti, carico di futuro per una detenzione più umana e civile.