Antenne 5G bruciate in tutta Italia: cosa sta succedendo?

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Attivisti si organizzano per bruciare presunte antenne 5G. L’accusa? Favoriscono la diffusione del Coronavirus

Da giorni si assiste alla proliferazione di gruppi social “anti 5G”, ovvero contro la nuova tecnologia di comunicazione che sta per essere implementata anche in Italia. Ogni città ha il proprio gruppo, anche se esistono reti nazionali che collegano gli “attivisti” in lotta contro le antenne 5G, accusate di emettere un eccessivo tasso di radiazioni dannose per la salute. Secondo molti, il 5G sarebbe anche una delle cause scatenanti del nuovo Covid-19. Naturalmente nessuno studio scientifico ha verificato l’ipotesi.

Resta il fatto che in tutta Italia, da Nord a Sud, sono molte le antenne telefoniche ad andare a fuoco, seguendo anche l’esempio di ciò che sta succedendo all’estero. A volte, però, gli attivisti rischiano di danneggiare seriamente la propria comunità, com’è successo a Maddaloni, in provincia di Caserta, pochi giorni fa.

Incendio antenna Maddaloni: era 4G Wind-Tre/Iliad

Come riporta la Repubblica, il 10 aprile sono andate a fuoco alcune antenne telefoniche a Maddaloni. In realtà queste antenne non erano 5G, ma comuni 3G/4G, il risultato dell’incendio doloso ha lasciato migliaia di cittadini senza linea telefonica. I ripetitori in questione fornivano rete a tutti gli utenti Wind-Tre/Iliad. 

🇮🇹 Bruciate bts #windtre + #iliad Naturalmente erano #3G e #4G e gli abitanti del posto ora sono senza segnale.

Gepostet von WindWorld am Dienstag, 21. April 2020

I tecnici sono al lavoro, ma i tempi potrebbero allungarsi, vista anche l’emergenza sanitaria. Nonostante il clamoroso errore, il sindaco di Maddaloni, Andrea De Filippo ha firmato un’ordinanza vietando l’installazione di antenne 5G su tutto il territorio comunale.

L’emergenza in Gran Bretagna

La situazione più critica, sul fronte della battaglia delle frequenze, si registra in Gran Bretagna. Nell’ultimo mese oltre 40 antenne sono andate a fuoco, di cui una ventina solo nella settimana di Pasqua. Gli “attivisti” hanno bruciato anche la torre di comunicazioni dell’ospedale Covid di Birmingham, mettendo a disagio gli operatori impegnati nella lotta contro la malattia. Vengono riportate anche aggressioni verbali e fisiche a tecnici di rete ed ingeneri della comunicazione.

Rapporto 5G-Covid: da dove nasce la bufala?

È difficile risalire all’origine della bufala, ma la cosiddetta controinformazione viaggia veloce. Attualmente alcuni credono che il 5G indebolisca il sistema immunitario, permettendo al Covid di proliferare nelle nostre città.

Altri ancora credono nella cosiddetta teoria del complotto: il Covid sarebbe solo una copertura per problemi di salute causati dall’elettrosmog. Ultima, e più estrema tesi, vorrebbe che il Covid, e relativo isolamento, sarebbero solo una scusa per permettere a tecnici di lavorare indisturbati.

Ovviamente non esiste alcuna prova scientifica a vantaggio di queste tesi, e soprattutto all’estero molte celebrities stanno fomentando queste reti di attivisti. Sempre in Gran Bretagna diverse star della televisione hanno sottoscritto o condiviso appelli per fermare la sperimentazione del 5G.

 

Napoletano di nascita, attualmente vivo a Roma. Giornalista pubblicista, mi definisco idealista e sognatore studente di Storia presso l'Università di Roma Tor Vergata. Osservatore silenzioso e spesso pedante della società attuale. Scrivo di ciò che mi interessa: principalmente politica, cinema e temi sociali.