Auschwitz: guide straniere aggredite dopo legge sull’olocausto

Le guide turistiche e l’amministrazione del memoriale polacco di Auschwitz-Birkenau denunciano un aumento di tensione e intimidazioni dopo l’entrata in vigore di una controversa legge sull’olocausto

Auschwitz-Birkenau

Intimidazioni sui social media, campagne di disinformazione, un video pubblicato su YouTube in cui le guide turistiche al memoriale di Auschwitz-Birkenau vengono attaccate e derise, e persino una di loro, l’italiano Diego Audero, che ha deciso di rinunciare al suo lavoro dopo che la sua casa di Cracovia è stata vittima di atti vandalici e riempita di scritte recitanti “Auschwitz alle guide polacche”.

Questo il clima che si respira in Polonia, dove il partito ultranazionalista del presidente Duda, Diritto e Giustizia, ha attirato per l’ennesima volta l’attenzione dei media internazionali con una nuova legge entrata in vigore all’inizio del mese scorso.

Legge sull’Olocausto: polemica tra Polonia e Israele

La legge, ideata per evitare che le strutture della Germania nazista su territorio polacco vengano definite “lager polacchi”, si spinge ben oltre, arrivando a prevedere fino a tre anni di reclusione per chi teorizzi la connivenza o il coinvolgimento dello stato e della popolazione polacchi con i crimini nazisti.

La legge ha immediatamente provocato la prevedibile reazione di Israele e di tutta la comunità ebraica nel mondo, che vede nel nuovo decreto un tentativo di censura alla libertà di opinione e revisionismo storico.

La protesta dei media nazionalisti polacchi

La protesta ebraica ha però a sua volta innescato una contro-reazione da parte dei media nazionalisti e di destra in Polonia, che hanno attaccato il management del museo di Auschwitz, che oltre a selezionare le guide gestisce anche gli studi di ricerca sulla storia del lager e dei crimi di guerra, accusandolo di concentrarsi solo sul destino dei prigionieri ebraici, ignorando i circa 74.000 polacchi che morirono nei campi.

Diverse notizie, poi rivelatesi false, sono apparse sui social media sostenendo per esempio che le vittime polacche non fossero state invitate all’anniversario della liberazione del campo a gennaio, o riportando di una guida che si era rifiutata di ammettere che tutte le SS attive in Polonia fossero tedesche.

In generale, l’accusa dei media di destra e di quelli nazionalisti vicini al governo teorizzano la diffusione di una “narrativa straniera”, di cui le guide straniere ai memoriali del nazismo sarebbero in parte responsabili, che mistifica il ruolo polacco negli eventi legati all’occupazione nazista e all’antisemitismo.

Controllo della stampa e riforma della giustizia: le riforme in Polonia

La legge sull’olocausto è solo l’ultima in una serie di riforme messe in atto dal partito di governo che hanno provocato l’indignazione e la condanna di (quasi) tutti i leader europei e non solo, prima tra tutte la legge sul controllo della stampa e la nazionalizzazione dei media a partecipazione straniera, o la riforma della giustizia, che sottomette di fatto la libertà di azione della magistratura al volere del governo.

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