Che cos’è il ddl Pillon e cosa prevede: ecco il testo

Le norme in materia di affido condiviso, mantenimento diretto e la garanzia di bigenitorialità

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Il ddl Pillon, anche detto disegno di legge 735, è stato presentato dal senatore leghista nonché organizzatore del Family Day, Simone Pillon, il 1 agosto 2018 per assicurare “l’affido condiviso, il mantenimento diretto e la garanzia di bigenitorialità”.

Pillon è noto per le sue posizioni sulle unioni civili e l’aborto, tant’è che il ddl è stato criticato da più parti (movimenti femministi, operatori sociali, dalle attiviste dei centri antiviolenza e dalle associazioni per la tutela dei minori) ma il senatore sostiene che l’obiettivo è quello di ridurre la conflittualità fra i genitori e che consente di far stare i bimbi con la madre o il padre per tutto il tempo che desiderano.

COSA PREVEDE IL DDL PILLON

Ecco quali sono i suoi punti salienti:

1. Obbligo di mediazione familiare

L’articolo 706 del codice di procedura penale viene modificato dall’articolo 7 con il quale si prevede che una coppia con figli minorenni che stia intraprendendo il percorso di separazione debba imbarcarsi, in via obbligatoria, in un processo di mediazione familiare prima che il caso arrivi davanti ad un giudice.

Con la mediazione affidata a soggetti privati iscritti all’albo, istituito dal ddl, si arriverà ad una gestione condivisa del minore.

Il suddetto “piano di condivisione genitoriale” dovrà definire:

  • “i luoghi abitualmente frequentati dai figli”;
  • “il percorso educativo e la scuola del minore”;
  • “le sue vacanze”;
  • e le “eventuali attività extra-scolastiche (culturali, sportive e formative)”.

Le spese di separazione poi, con la mediazione affidata ai privati, subiranno un incremento infatti “solo la prima seduta sarà gratuita, tutte le successive saranno a pagamento”, spiega l’avvocatessa Carla Quinto che si occupa da circa dodici anni di violenza di genere.

Mediazione obbligatoria, anche per le vittime di violenza con il coniuge autore della suddetta. La legale continua affermando che “c’è il divieto di ricorrere ad un avvocato durante la mediazione, quindi c’è anche la violazione del diritto di difesa”.

2. Assegno di mantenimento abolito

Il mantenimento diretto, stabilito dal ddl, sarà sulla base della parificazione del tempo passato dal minore con i genitori, prevedendo quindi l’abolizione dell’assegno di mantenimento per il genitore presso cui il minore risiede.

Ci dovrà essere un’equa ripartizione delle spese ordinarie e non in proporzione al reddito e in base a quanto stabilito precedentemente dal piano genitoriale. Se non c’è accordo, interverrà il giudice.

Il provvedimento introduce anche una norma per il mantenimento del figlio maggiorenne non autosufficiente e il ddl prevede che il mantenimento in questo caso sia dato da entrambi i genitori al 50 %.

3. Piano genitoriale e tempo trascorso con i figli

L’articolo 337-ter del codice civile viene riformato dall’articolo 11 e prevede che il minore debba trascorrere con i genitori tempi uguali salvo in casi di impossibilità.

Il tempo previsto dal ddl trascorso dal figlio con entrambi i genitori non dev’essere meno di dodici giorni al mese, compreso delle notti passate a dormire da uno dei due e per questo i figli avranno un doppio domicilio.

Inoltre, al figlio, non spetterà più scegliere da quale genitore risiedere e come trascorrere il tempo, perché questo sarà stabilito dal piano genitoriale.

4. La violenza domestica e i suoi rischi

Con gli articoli 17-18 del ddl Pillon, si stabilisce che se il minore rifiuta di vedere uno dei due genitori, l’altro partner può essere accusato di aver manipolato il figlio e quindi il giudice può agire con un provvedimento immediato sospendendo o limitando la sua potestà genitoriale. Inoltre, il giudice, può provvedere anche “il collocamento provvisorio del minore presso una struttura specializzata”, previa redazione di un programma ad hoc per il recupero della bigenitorialità del minore, da parte dei servizi sociali o degli operatori in struttura.

L’avvocatessa Quinto afferma che “il ddl impone che la violenza debba essere comprovata e non spiega nemmeno in che modo; […] il ddl 735 prevede anche che se una donna lascia la casa familiare con i suoi figli per essere accolta da un centro anti-violenza, l’altro genitore può richiedere l’intervento dell’autorità di pubblica sicurezza, che su mera segnalazione del genitore, può prendere il minore e riportarlo nella casa di famiglia in cui è ancora presente il genitore violento”.

LE PROTESTE CONTRO IL DDL PILLON

Il 22 le relatrici delle Nazioni Unite sulla violenza e la discriminazione contro le donne, la Šimonović e la Radačić, con una lettera al governo italiano hanno espresso la loro preoccupazione a riguardo per il provvedimento all’esame del Senato ed inoltre l’associazione Di.Re ha lanciato una petizione online per la modifica del ddl raccogliendo centomila firme.

 

Infine, a seguito delle varie polemiche suscitate dal tanto dibattuto disegno di legge, il M5S ha affermato, con una nota, la volontà di cambiare alcuni aspetti. I penta-stellati, infatti, non intendono dare il loro appoggio se non ci saranno consistenti modifiche sul provvedimento.

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