Come fare business in maniera alternativa ai social network

_2018-04-04T042621Z_1564522422_RC13258B8060_RTRMADP_3_FACEBOOK-CEO-PRIVACY-katD–673×320@IlSecoloXIXWEB

Il mondo (e il mercato) degli influencer è rappresentativo di tutti coloro che hanno deciso di investire tempo, soldi e risorse sui social network. Queste persone, che spesso hanno alle spalle aziende ben più grandi, riescono a convertire e fatturare grazie alle piattaforme social. Naturalmente le aziende che gestiscono i più famosi social network riescono sicuramente a guadagnarci e dividere i propri ricavi con i suoi utenti più attivi (commercialmente e non), per cui la loro sopravvivenza sembra del tutto scontata. Non è esattamente così e chiunque si occupa di marketing sa che avere a disposizione un’exit strategy per ogni evenienza è fondamentale.

Il caso dei social che vanno down o che perdono popolarità

I social non sono eterni o immortali. Facebook è accessibile in Italia da una decina d’anni, Instagram anche qualcosa di meno, Whatsapp è stato usato massicciamente solo di recente. Per quanto possano essere giovani questi social e carichi di potenziali potrebbero non esserci più da un momento all’altro. È il caso del massiccio disservizio di Facebook, Instagram e Whatsapp down. I tre social, tutti gestiti dalla società di Mark Zuckerberg hanno fatto registrare il disservizio più lungo di questi anni e più largo a livello mondiale. Nonostante la società abbia fatto sapere che si è trattato di “manutenzione” dei server, in vista di un nuovo aggiornamento, la possibilità che un attacco hacker colpisca le piatteforme e faccia svanire migliaia di followers non è poi così catastrofista.

Ancora più insidiosa è la perdita di popolarità di un social network sentito come “antiquato”, inutilizzabile o settoriale. Sta succedendo in questi anni, ad esempio, a Twitter. Social con diversi account dormienti e con un costante calo di utenti attivi. Essendo l’unico social attivo durante il blackout generale dei tre più noti, molti utenti vi si sono riversati e hanno commentato ironicamente il proprio ritorno “alle origini”: un vero e proprio canto del cigno per un social network. Prospettata questa possibilità, come mettere al riparo il proprio business e la base di utenti reali che vi si è creata intorno?

Ottimizzare il proprio sito: la figura del web writer

Un modo per mettere al sicuro i propri ricavi è quello di curare il proprio sito web in modo da rimanere pronti ad ogni evenienza. Ottimizzare il proprio sito web non è così facile e intuitivo come può sembrare, ma può aiutare sicuramente a convertire di più e primeggiare tra i competitors.

Per curare ottimamente il proprio sito è consigliabile individuare la figura di un ottimo web writer che riesca a creare contenuti di qualità e duraturi che, possibilmente, siano anche ottimizzati per fare SEO sui motori di ricerca. Sicuramente spopolare sia sui social che sui motori di ricerca è indice di successo. Vediamo chi è e cosa fa il web writer.

Tra le mansioni del web writer c’è:

  • Avere una buona padronanza della grammatica italiana
  • Saper coltivare sintesi e ritmo di un testo,
  • Saper lavorare sullo sviluppo di un testo online
  • Arricchire il testo con approfondimenti e link i principali concetti
  • Conoscere il funzionamento dei motori di ricerca specialmente per arricchire il lato SEO di un testo

Scritto da Matteo Squillante

Napoletano di nascita, attualmente vivo a Roma. Idealista e sognatore studente di Lettere presso l’Università di Roma Tor Vergata. Osservatore silenzioso e spesso pedante della società attuale. Scrivo di ciò che mi interessa, principalmente politica e temi sociali.
Twitter: @MattSquillante

PERSONE-FESTA

Addio a Saverio Festa: il professore “ragioniere” di Avellino

decreto-dignita-pubblicita

Gioco d’azzardo, il Regno Unito approva il codice di buone pratiche per la pubblicità