Cosa Sono gli Scandali della Sanità in Lombardia

Cifre e Riflessioni sul fenomeno che sembra non aver fine.

Scandali Sanità Lombardia

L’ennesimo scandalo della sanità lombarda, 5 arresti tra i nosocomi del Gaelazzi e del Pini di Milano è solo l’ultimo episodio di una serie infinità che parte dai tempi di Tangentopoli con  Duilio Poggiolini, presidente della Commissione per i farmaci dell’allora Comunità economica europea e iscritto alla P2.

Il PM del caso era Antonio Di Pietro che fece arrestare anche la moglie Pierr di Maria, che aveva la mansione di ricevere le mazzette. Duili Il 20 settembre 1993 Poggiolini venne catturato latitante sotto falso nome in una clinica di Losanna, gli inquirenti trovarono su un conto svizzero intestato alla consorte 15 miliardi di vecchie lire.
Nulla in confronto al cosiddetto ‘tesoro Poggiolini’: lingotti d’oro, gioielli, quadri, monete antiche, rubli e banconote nascoste perfino nei puff e nei materassi della sua abitazione all’Eur.

Scandali Sanità Lombardia, arresto Longostrevi

Altro caos nel 1997 con l’arresto di Giuseppe Poggi Longostrevi, medico proprietario di diverse strutture sanitarie in lombardia. L’accusa era vide nei guai anche un centinai di medici di famiglia che prescrivevano scintigrafie presso le strutture convenzionate di proprietà di Longostrevi dietro compenso (dalle 50 alle 100 mila lire) più il 15% del valore degli esami di laboratorio e regali da parte del manager, esami mai effettuati ma rimborsati da Regione Lombardia. Inoltre Poggi Longostrevi pagò una tangente di 72 milioni di lire a Giancarlo Abelli, allora presidente della Commissione Sanità in Regione Lombardia

Scandalo Fondazione San Raffaele

 

Nel  2011 fu la volta della Fondazione san Raffaele ad essere nel mirino della magistratura, danno da 10 milioni di euro, con Pierangelo Daccò, uomo vicino a Comunione e liberazione, accusato di sottrarre milioni dall’ospedale: avrebbe ricevuto denaro in contante dal vice di don Verzé, Mario Cal.
Tra l’altro fu lui a gestire l’acquisto del nuovo aereo privato del prete-manager, intascandosi una consulenza da un milione di euro.

Daccò qualche anno dopo fu protagonista anche dello scandalo Maugeri infatti avrebbe sottratto 70 milioni di euro sotto forma di consulenze e finti appalti.

Nel 2015 Mario Mantovani, allora ex assessore alla sanità finì in carcere con l’accusa di corruzione e concussione per appalti nella sanità, compresa una gara sul trasporto dei dializzati.

L’anno successivo vide Fabio Rizzi finire agli arresti con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio, alla corruzione e alla turbativa d’asta per i servizi odontoiatrici esternalizzati in Lombardia.

I Governatori della Lombardia che si sono succeduti in questo periodo hanno sempre sostenuto con ragione che la Sanità lombarda è un fiore all’occhiello della regione ed è una delle prime tre d’Europa, e hanno sempre ribadito che la qualità è migliorabile. Guardando tutti questi casi di corruzione, mazzette, ecc., ci sarebbe da chiedersi a che livello potrebbe essere ora qualitativamente investendo tutto quel denaro di queste malefatte.

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