Inchiesta Appalti Consip, Italo Bocchino e il suo ruolo da facilitatore

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Tiene banco l’inchiesta appalti Consip ed emergono nuove notizie dopo l’arresto ieri dell’imprenditore Alfredo Romeo. L’attenzione oltre che su Tiziano Renzi si sofferma su Italo Bocchino e sul suo ruolo di facilitatore.

Secondo il gip Sturzo è l’ex parlamentare di An Italo Bocchino, indagato per essere il consigliere di Alfredo Romeo. L’ex parlamentare viene definito come il “consigliere strategico” dell’imprenditore e come scrivono i conduttori delle indagini: “Ha capacità di accedere ad informazioni riservate anche grazie al suo trascorso di deputato e membro del Comitato parlamentare di controllo sui Servizi segreti e con perduranti contatti con sedicenti ed effettivi appartenenti all’intelligence, nonché con politici e pubblici funzionari in posizione apicale”. Inoltre Alfredo Romeo aveva proposto al suo consigliere, Italo Bocchino, una comune ipotesi difensiva per cercare di non far proseguire le indagini al gip.

INCHIESTA APPALTI CONSIP: L’ARRESTO DI ROMEO

L’arresto per Alfredo Romeo è arrivato proprio per la richiesta della Procura di Roma che ha chiesto l’arresto da parte del gip per l’accusa di corruzione nell’ambito dell’inchiesta su Consip, la società del ministero del Tesoro che si occupa di controllare e gestire gli appalti per il pubblico. Molti i nomi dei coinvolti nell’inchiesta che ha portato Romeo (65 anni) in carcere e che è partita da Napoli e arrivata Roma.

alfredo romeo

Alfredo Romeo è stato arrestato dal comando Carabinieri Tutela Ambiente, dai militari dell’Arma di Napoli e dai finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Napoli. Il reato contestato è quello di presunta corruzione di Marco Gasparri, dirigente Consip e all’epoca direttore Sourcing Servizi e Utility, il settore che si occupa delle gare per l’acquisto dei servizi per tutte le amministrazioni.

Secondo gli inquirenti Marco Gasparri riceveva consistenti somme di denaro in cambio di informazioni riservate in grado di favorire le società di Romeo nell’assegnazione di alcuni bandi di gara. tra cui anche quella da 2,7 miliardi di euro da cui sono partite le indagini.