M5S cambia programma dopo le elezioni: la denuncia di un giornalista irpino

Un giornalista irpino avrebbe scoperto il cambio improvviso di programma del Movimento 5 Stelle. Le accuse.

Movimento 5 Stelle

E’ da poco emersa una scoperta in merito ad un possibile cambio di programma del Movimento 5 Stelle avvenuto dopo le elezioni. Luciano Capone di Savignano da tre anni al “Foglio” avrebbe lucidamente colto il losco cambiamento effettuato dai politici del Movimento 5 Stelle e in Italia è scoppiato subito il caso.

Il giornalista che da poche ore è divenuto eroe nazionale ha ricevuto i complimenti su Twitter anche da Enrico Mentana il quale ha ribadito l’importanza di questa scoperta.

Un bravo giornalista di un quotidiano non certo benevolo nei confronti del m5s, Luciano Capone del Foglio, scopre un…

Gepostet von Enrico Mentana am Dienstag, 17. April 2018

In particolare il programma del Movimento 5 Stelle, votato sulla piattaforma Rousseau prima delle elezioni, sarebbe stato profondamente cambiato, senza avvertire nessuno, subito dopo il voto. Specialmente in politica estera, a quanto pare, le modifiche sono eclatanti, con la cancellazione di ogni critica all’unilateralismo occidentale e alla Nato.

Le Parole di denuncia di Capone sul Foglio

Il Giornalista Capone avrebbe fatto chiarezza sulla questione con le seguenti parole:

“I venti pdf che componevano il programma votato online creati materialmente dall’agenzia di comunicazione Web Side Story  sono stati sostituiti da venti pdf diversi, a cui ne sono stati aggiunti quattro su temi mai proposti né votati su Rousseau (Smart nation, Sport, Editoria, Unione europea). Una manipolazione della volontà degli iscritti, una presa in giro degli elettori, una violazione delle regole del partito (democrazia diretta e trasparenza), la negazione della retorica sul cittadino vero “sovrano” e il politico semplice “portavoce”.”

A quanto pare Capone, per recuperare il vecchio programma avrebbe utilizzato “Internet Archive”, la più grande biblioteca della rete e grazie all funzione “Wayback Machine”, sarebbe risalito alle pagine web modificate o cancellate.

Il giornalista irpino avrebbe notato che fino al 2 febbraio sul sito del M5s ci fosse un programma, mentre il 7 marzo, esattamente tre giorni dopo le elezioni, sarebbe stato sostituito con un altro, per altro molto diverso e per certi aspetti anche opposto.

Per esempio il nuovo “programma Esteri” sarebbe stato bonificato, cioè sarebbero state tolte le contestazioni alla Nato e agli Stati Uniti, edulcorate le critiche all’euro e all’Ue, smussati gli elogi alla Russia.

L’avvenuto smascheramento ai danni del Movimento 5 Stelle sarebbe stato commentato così dal giornalista:

“Questa manovra, che riguarda il principio più sacro (la democrazia diretta) e lo strumento più importante (il programma) della vita politica del partito, svela la grande finzione del M5s e la potenza totalitaria del suo meccanismo. La storia è piena di partiti che hanno tradito il programma elettorale, non è la prima volta e non sarà l’ultima. Ma qui si fa un passo ulteriore: il programma viene stravolto in segreto per far credere a militanti ed elettori che è quello che loro hanno sempre voluto e consacrato con il voto. Più che la volontà generale di Rousseau, è un sistema che ricorda la fattoria degli animali di Orwell”. 

Al momento risulta inevitabile la scelta del silenzio per il Movimento 5 Stelle.

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