Milano, le asportano stomaco ‘per errore’: 2 chirurghi a processo

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La negligenza medica è una costante negativa che affligge gli ospedali di tutta Italia. Lo dimostra un fatto assurdo avvenuto nel 2016 presso l’Irccs Multimedica di Sesto San Giovanni, dove ad una donna di 53 anni è stato asportato “per sbaglio” lo stomaco, dopo una “diagnosi di tumore maligno” rivelatasi “totalmente sbagliata”.

Secondo la Procura di Monza, quell’operazione non affatto necessaria le ha provocato una “malattia certamente o probabilmente insanabile”, la perdita di un organo. Per questo motivo due chirurghi sono finiti a processo.

Nuovo caso di malasanità

Un nuovo caso di malasanità dovuto probabilmente a una valutazione errata dei medici ha segnato per sempre una vita umana. Ma in cosa consiste la definizione di ‘malasanità’? Recentemente sono stati concepiti quattro asserzioni che devono coesistere per definire un evento appunto come “malasanità”: ossia un obbligo dovuto e violato che ha recato danni al paziente. La violazione può risultare immediata o essere differita nel tempo.

In Italia, il termine malasanità è usato per indicare diversi fenomeni, quali:

  • errore medico: amputazione del braccio sbagliato, diagnosi errata, asportazione accidentale di un organo sano;
  • cure o pratiche superflue, inutili e dannose: interventi chirurgici non richiesti, farmaci somministrati senza diagnosi certa;
  • cattiva gestione della sanità pubblica: burocrazia amministrativa sanitaria lenta, tempi lunghi nelle prenotazioni e nelle cure;
  • corruzione, speculazione e furti: assenza ingiustificata del personale, macchinari acquistati e mai usati, furto di farmaci.

Palermitana d'origine, amo scrivere di tutto e osservare la realtà a 360 gradi.

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