Offese a Falcone e Borsellino in programma Realiti: Rai apre inchiesta

L’inchiesta si riferisce alla prima puntata di Realiti andata in onda lo scorso 5 giugno, in cui due cantanti neomelodici hanno offeso i giudici Falcone e Borsellino

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La Rai ha deciso di aprire un’inchiesta interna in merito alla prima puntata di Realiti, andata in onda su Rai 2 lo scorso 5 giugno, dove due cantanti hanno pronunciato delle frasi davvero infelici nei confronti di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. I due cantanti, ospiti del programma condotto dall’ex Iena Enrico Lucci, erano stati invitati per commentare un servizio che mostra il sistema culturale e di valori del mondo popolato da cantanti neomelodici, aspiranti tali e loro fan.

Offese in memoria dei due giudici che non sono passate inosservate, scatenando veementi polemiche e la pronta reazione dell’azienda che ha ribadito la propria posizione mediante un comunicato diffuso:

La Rai ritiene indegne le parole su Giovanni Falcone e Paolo Borsellino pronunciate da due ospiti della puntata di Realiti, andata in onda su Rai2 in diretta (…). Direttore di Rete, conduttore, autori sono stati ampiamente sensibilizzati sulla necessità di porre la massima attenzione sulla scelta degli ospiti, delle tematiche e sulla modalità di trattazione di argomenti ‘sensibili’.

In coerenza con quanto ogni giorno la Rai testimonia attraverso programmi, eventi speciali e fiction dedicati alla sensibilizzazione della collettività contro la criminalità organizzata e a sostegno della memoria dei tanti martiri delle mafie. L’Azienda ha avviato un’istruttoria per ricostruire tutti i passaggi della vicenda”.

Cosa è successo

Queste persone  che hanno fatto queste scelte di vita le sanno le conseguenze. Come ci piace il dolce ci deve piacere anche l’amaro“: ha pronunciato in modo agghiacciante Leonardo Zappalà in riferimento alle due stragi mafiose avvenute nel 1992, dove morirono i giudici Falcone e Borsellino. In studio è calato il gelo in seguito all’uscita davvero raccapricciante.

L’episodio è stato però preceduto da un altro particolare davvero assurdo: i due cantanti neomelodici catanesi avevano osannato il parente mafioso di uno dei due, detenuto al 41 bis

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