Sugar Tax e Campagne Pubblicitarie per ridurre il consumo di zucchero

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Il fumo fa male? Ma gli oltranzisti della salute se la prendono con un altro fattore, in questo caso alimento, che vedono altrettanto nemico della salute. E pensano ad una campagna che penalizzi questi prodotti, senza immagini, senza colori, in modo da non rendere invitante l’acquisto. Tutti uniti contro l’obesità, specie quella infantile. Di cosa si tratta? Cosa non vedremo più come prima?

 

Inizia la lotta agli zucheri

Lottare contro il consumo eccessivo di zucchero così come si è fatto per il fumo: è questa la proposta lanciata dal gruppo di esperti dell’Istituto per la ricerca sulle politiche pubbliche (Ippr) di Londra in un rapporto, per far fronte ai tassi di obesità crescenti.

Dopo la tassa sulle bibite zuccherate, come riporta la Bbc, gli studiosi propongono di usare confezioni e pacchetti senza immagini per rendere dolci, snack e bibite meno invitanti. Anche in Italia si sta pensando di introdurre tale misura per combattere l’eccessiva presenza di zucchero al supermercato.

 

Lo zucchero nuoce gravemente alla salute?

Dopo la campagna di comunicazione che ha visto riportare sui pacchetti di sigarette immagini scioccanti dei danni da fumo, ora parte una campagna che penalizza brioche, merendine, succhi di frutta, in modo da scoraggiarne l’acquisto. L’idea infatti è quella di mettere questi prodotti nelle stesse condizioni di altri, come frutta e verdura, che non beneficiano dello stesso tipo di riconoscimento del marchio e prodotto.

“Imballaggi e confezioni senza immagini aiuteranno tutti a fare la scelta migliore”, commenta Tom Kibasi, direttore dell’Ippr, secondo cui vanno adottate anche altre misure, come il bando della pubblicità del junk food e l’estensione delle tasse sulle bibite zuccherate anche ad altri cibi poco salutari.

Al momento il governo inglese non si è pronunciato sulla proposta dei pacchetti senza immagini, ma il dipartimento di Salute e cure sociali è in attesa di avere il riscontro della consulente governativo in materia di salute, che sembra aperta a quest’idea.