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Usa, Camera vota il sì ad Impeachment contro Donald Trump

Donald Trump è accusato di abuso di potere per le pressioni su Kiev e di ostruzione del Congresso

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sarà sottoposto a impeachment . La decisione è stata presa dai membri della Camera riunitisi mercoledì 18 dicembre dopo sei ore di dibattito nel corso del quale si è discusso sulla messa in stato d’accusa nei confronti del Tycoon. ‘The Donald’ entra nella storia come il terzo presidente americano sottoposto a questa procedura.

Su di lui pendono due capi d’imputazione: abuso di potere per le pressioni su Kiev per far indagare su Joe Biden, principale rivale nella corsa alla Casa Bianca, e per ostruzione del Congresso per aver bloccato documenti e testimoni.

I due articoli sottoposti a votazione sono stati approvati rispettivamente con 230 e 229 voti, tutti dem tranne tre contrari.

Il dibattito

Due articoli sono stati al centro della votazione. Il primo è passato con 230 sì e 197 no. Il risultato è stato commentato così dalla speaker democratica Nancy Pelosi: “È un grande giorno per la Costituzione, un giorno triste per l’America”. Il secondo articolo, invece, è passato con 229 sì e 198 contrari. Adesso toccherà alla Camera Alta attuare la procedura di impeachment.

La reazione di Trump

Trump ha aspetto l’esito della votazione prima twittando dalla Casa Bianca e poi partecipando a un comizio in Michigan, da cui ha appreso dei risultati. “Non abbiamo fatto nulla di sbagliato. Abbiamo l’appoggio del partito repubblicano”, ha esordito.

Il Tycoon accusa l’opposizione di “abuso di potere” e “dopo tre anni di caccia alle streghe, bufale, vergogne, truffe, i democratici stasera stanno cercando di annullare il voto di decine di milioni di patrioti americani”. E ha rincarato la dose: “Questo è il primo impeachment dove non c’è un reato”. Insomma, secondo Trump, si tratterà di un “suicidio politico” per i democratici.

I precedenti

La storia americana annovera altrui due precedenti in materia. Prima di Trump sono finiti a giudizio Andrew Johson nel 1868 e Bill Clinton nel 1998, entrambi assolti in Senato.

 

Scritto da Veronica Mandalà

Palermitana d'origine, amo scrivere di tutto e osservare la realtà a 360 gradi.