Roberto Saviano risponde alle polemiche nate a partire dalle dichiarazioni di Matteo Salvini ad Agorà Rai. Il Ministro dell’Interno questa mattina ha dichiarato di voler verificare se c’è veramente bisogno di mantenere la scorta a Roberto Saviano. La dichiarazione, che a molti è parsa una minaccia velata, ha subito acceso una forte discussione.
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In serata risponde lo stesso scrittore napoletano tramite un video su Facebook con parole molto dure verso il neo ministro. Usando una dichiarazione di Gaetano Salvemini lo chiama “Ministro della Malavita” a causa delle presenze al suo comizio di Rosarno, in calabria. Terra dove è stato eletto formalmente senatore.
Saviano parla anche di molti casi politici aperti da Salvini in questi giorni:
Matteo Salvini è alla costante ricerca di un diversivo e attacca i migranti, i Rom e poi me perché è a capo di un partito di ladri: quasi 50 milioni di euro di rimborsi elettorali rubati. Parla di tutto e se la prende con gli ultimi perché le persone non devono sapere che il suo partito ha rubato allo Stato milioni e milioni di euro. Parla alla rabbia di persone ignare che non sanno che i primi obiettivi di quegli imbrogli sono loro
Scorta a Saviano, le parole di Minniti e Pietro Grasso
Ancor prima della risposta del diretto interessato i due partiti di opposizione si sono detti contrari alle parole del ministro. In particolare, il suo predecessore Minniti ha dichiarato in mattinata: “Le scorte non si assegnano né tolgono in tv”.
Pietro Grasso, ex magistrato antimafia e leader di LeU, ha invece dichiarato:
Sta facendo passare l’idea che avere la scorta sia un privilegio e un costo, non una necessità che limita la libertà di chi è sotto protezione. La libertà di un giornalista di fare inchieste contro le mafie vale tutti i soldi che spendiamo per garantirgli di fare il suo lavoro. Non vogliamo altri Pippo Fava, Peppino Impastato, Mario Francese, Cosimo Cristina, Giovanni Spampinato, Mauro De Mauro, Giancarlo Siani, Mauro Rostagno, Giuseppe Alfano.
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